5 Notizie dal mondo – 15 Gennaio.

images mercoledì 9 gennaio, 2013

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Stati Uniti: 349 militari si sono tolti la vita nel 2012.
I militari americani che si sono tolti la vita nel 2012 sono 349. Un numero più alto dei quelli che sono morti in Afgahnistan, 310. Nel 2011 i soldati statunitensi suicidi erano stati 301. Nel dettaglio dei corpi militari, è l’esercito statunitense che conta il maggior numero di persone che si sono tolte la vita: 182, nell’Aviazione i suicidi sono stati 59, mentre nella Marina militare sono stati 60, con un incremento rispettivamente del 16 e del 15%. Nel corpo dei Marines sono 48 i militari che si sono tolti la vita nel 2012, facendo segnare un incremento del 50%.

Provano a bloccare treno carico di scorie nucleari
Nella notte tra lunedì e martedì, una sessantina di attivisti contro il nucleare facenti riferimento al Movimento No Tav hanno provato a bloccare i binari della stazione di Avigliana, in Val di Susa, per impedire il passaggio di un convoglio carico di scorie radioattive provenienti dal deposito Avogadro di Saluggia e dirette all’impianto di riprocessamento della Areva a La Hague. La contestazione non violenta è iniziata poco dopo l’una, quando i No Tav si sono sdraiati sui binari per tentare di fermare il convoglio composto dalla motrice civetta, dal carico di scorie e dalla scorta delle forze dell’ordine, le quali sono intervenute spostando a uno a uno dai binari i manifestanti, che non hanno opposto resistenza. Soltanto intorno alle quattro del mattino, il convoglio ha potuto proseguire il suo viaggio.

Mali: 500mila civili in fuga.
Sono gia’ quasi mezzo milione i maliani che hanno abbandonato le loro case in fuga dal conflitto: la cifra e’ stata data dall’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati. In particolare quasi 150mila sono gia’ fuggiti oltre confine, mentre 230mila sono sfollati in altre aree del Paese. I 144.500 rifugiati hanno trovato riparo in Mauritania (54.100), Niger (50mila), Burkina Faso (38.800) e Algeria (1.500). “Una parte della popolazione del Mali si sta spostando dalle zone del Nord colpite dai combattimenti e bombardamenti verso luoghi piu’ sicuri, fuori e dentro il paese”. A raccontarlo e’ Code Cisse, responsabile della missione in Mali dell’organizzazione umanitaria Intersos, che spiega: “Siamo preoccupati per le conseguenze della guerra: nell’area di Mopti dove c’e’ la nostra base abbiamo messo a punto un piano d’emergenza per accogliere nuovi sfollati in fuga dalle violenze”. Le operazioni congiunte dell’esercito maliano e francese nelle zone di Gao, Lere’ e Konna contro i gruppi ribelli delineano un quadro “incerto e pericoloso”. Dalla capitale Bamako, Cisse spiega come il personale della ong sia in sicurezza a Mopti lontano dagli scontri armati, pronto a riprendere le attivita’ logistiche per preparare distribuzioni di kit di prima necessita’ per gli sfollati in arrivo.

Addio al regista Nagisa Oshima
Il regista giapponese Nagisa Oshima è morto di polmonite in un ospedale della prefettura di Kanagawa. Aveva 80 anni. Tra i suoi film più famosi ci sono stati Ecco l’impero dei sensi, L’impero della passione e Furyo. Nato a Kyoto nel 1932, Oshima ha esordito nella regia nel 1959 con il film Il quartiere dell’amore e della speranza. Ha raggiunto la fama internazionale nel 1976, con Ecco l’impero dei sensi, realizzato in coproduzione con la Francia. Il film ha suscitato grande scalpore in Europa a causa dei suoi contenuti erotici ed è stato censurato in Giappone. L’altro successo internazionale del regista è stato Furyo del 1983, coprodotto nel Regno Unito e interpretato da David Bowie e Ryuichi Sakamoto. Nel 1978 Nagisa Oshima ha vinto il premio per la miglior regia al festival di Cannes con il film L’impero della passione.

In Albania
Per evitare un matrimonio forzato, per sfuggire all’oppressione degli uomini, ma anche semplicemente per ereditare la terra dal padre o prendersi cura dei fratelli, guidare o studiare: per uno qualsiasi di questi motivi decine di donne, in Albania, hanno scelto di crescere come un uomo. Si chiamano burnesha e nel passato consentivano alle famiglie in cui non c’era nessun uomo di “crearselo” facendo crescere una donna in abiti e abitudini maschili.

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