Adulatore, ruffiano, tirapiedi: in una parola leccaculo – Maria Giovanna Farina

Sandro_Botticelli-638x425 sabato 7 gennaio, 2017
Redazionale
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Il dizionario definisce il leccaculo una “persona bassamente servile, pronta ad adulare in qualsiasi modo i potenti per ingraziarsi i loro favori e trarne profitto”. Impariamo a riconoscerli

La carriera del leccaculo, definito anche adulatore, ruffiano, tirapiedi, inizia alla scuola d’infanzia, lì impara ad ingraziarsi il potente a partire dal bambino più forte: l’attivista lecchino si fa così le ossa. Quando ero piccola, ricordo alcuni bambini al lunedì arrivare a scuola con un mazzo di fiori per la maestra, era un bel modo anche per assicurarsi il privilegio di cambiare l’acqua ai fiori durante la settimana, azione che li proiettava ad uno scalino superiore rispetto agli altri bambini. Era la sua mamma a mettergli in mano i fiori che, probabilmente anche lei dedita alla stessa proficua attività di lingua, già lo stava istruendo. Ora non pensate male, non tutti i doni alla maestra sono fatti per adularla, ci sono anche, per fortuna, regali spontanei. La carriera del leccaculo prosegue e si fa sempre più fitta di impegni, mentre lui, o lei, diventa sempre più abile. Era un principiante quando ai tempi della scuola media durante l’intervallo si presentava sorridendo al prof di turno con il caffè fumante; poi, alle superiori, è in grado di sedurre il suo insegnante, con stile sdolcinato, per giustificare, magari, un malessere non ben definito… fine ultimo: schivare l’interrogazione. Il tempo passa e i piccoli leccaculo crescono mentre il cerchio di conoscenze diventa più ampio, come i favori da lesinare. Sì, perché il leccaculo non ti fa mai domande dirette, ma striscia nella speranza di accaparrarsi quello di cui ha bisogno. Così, a seconda del suo campo d’interesse, cerca di conoscere tutti quelli in grado, nell’ambito del settore dove pensa di poter emergere, di favorirlo. Si mostra generoso, dedito alla fatica, dichiara amicizia, fedeltà, disponibilità. Arriva a professarti amore per poi tradirti con quello di un gradino sopra di te appena ha l’occasione. Ricordati che, grazie a te che hai creduto alle sue lusinghe, è salito più su ed ha incontrato un altro a cui scroccare privilegi. Un po’ di adulazione non guasta, dire ad una persona che è bella quando è solo carina può far crescere la sua considerazione di sé, ma è davvero irritante chi usa la sviolinata solo per ottenere appoggi, piccoli o grandi, con l’obiettivo ultimo di scavalcarti. Se lo vuoi riconoscere, ricorda che il soggetto in questione si mostra gentile, non litiga quasi mai con nessuno, ma se stai attento riesci ad avvertire che la sua è una gentilezza falsa, appiccicosa. Se ti dichiara amore, pensaci, non si possono amare tutti. Se dice che ciò che fai è straordinario è perché vorrebbe essere al tuo posto. Se ti incensa e parla bene di te in pubblico è solo per apparire e mostrare quanto è bravo. Fin dall’asilo ti ha infastidito, ha continuato nel corso degli anni e lo fa ancora perché nonostante tu lo abbia capito, non riesci a smascherarlo: non provarci, la maggior parte delle persone ti dirà che sei geloso e invidioso. Non tutti si accorgono del leccaculo e tu faresti solo brutta figura. Allora aspetta, prima o poi sarà messo a nudo. Sai perché? Perché il leccaculo, tirapiedi, adulatore…. non è molto intelligente, altrimenti se la caverebbe da solo e, prima o poi, farà un passo falso. E la maschera va giù, lasciando la sua lingua a secco. Concludendo: consoliamoci, la sua fine è segnata, lo stesso Dante Alighieri nel canto XVIII de l’Inferno non ebbe pietà per i leccaculo tanto da immergerli per l’eternità in una bolgia piena di escrementi.

Maria Giovanna Farina

 

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