Bacino di Nembia – un viaggiatore

lagonembia mercoledì 10 giugno, 2009

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Il piccolo bacino di Nembia si trova un chilometro più a sud del Lago di Molveno, ai piedi delle Dolomiti di Brenta, nel Trentino Occidentale.
Entrambi sono laghi “di frana”, formatisi circa 3.000 anni fa in seguito ad un gigantesco smottamento che sbarrò la valle, impedendo il normale deflusso delle acque. L’oasi si trova tra i due laghi ed occupa una superficie di poco più di due ettari ma di grande interesse naturalistico.
Il laghetto di Nembia si estende per soli 400 metri in lunghezza e 120 in larghezza, ed è poco profondo.
La sua “rinascita” è recente. A metà degli anni Novanta, nell’ambito del riordino delle infrastrutture idroelettriche. Si è provveduto a rinverdire le rive e ad attrezzarle a scopo ricreativo.
Muovendo a piedi lungo la sterrata che si stacca dall’estremità settentrionale del lago, si entra nell’oasi vera e propria, costituita da un insieme di ambienti diversi per storia naturale e impronte lasciate dall’uomo. Dal punto di vista paesaggistico si alternano modesti rilievi di fondovalle e piccoli dossi boscati, inframmezzati da radure da sfalcio e pendici sassose. Di forte impatto è lo spettacolo delle selvagge e scoscese pareti della Cima Ghez, che dominano l’orizzonte dell’oasi.
La flora è quella tipica della fascia prealpina, con esemplari di pino silvestre cresciuti sul pietrame, cespugli di pero corvino e cespi di festuca. Di grande interesse è la presenza di dafne alpine sulle marocche, le pietraie costituite da grossi blocchi. I boschi sono formati da latifoglie, tra cui spiccano il carpino nero e la roverella, e da conifere, in particolare l’abete rosso e il pino silvestre; si incontrano anche esemplari di pioppo tremolo e larice. I prati sono formati essenzialmente da graminacee, ravvivate dalle gialle fioriture dell’iperico.
Gli ambienti vari e differenziati e la vicinanza del Parco Naturale Adamello-Brenta favoriscono la frequentazione della zona da parte di animali alpini (scoiattoli, volpi, cervi e caprioli). Le pareti rocciose sono frequentate dalla rondine montana, dal corvo imperiale e dal raro picchio muraiolo, che nidificano sulle cenge o negli anfratti rocciosi.

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