Figli del monsone – recensione di Dario Olivero

9788855800662g domenica 13 settembre, 2009
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Ci sono posti come la Cambogia, dove l´unica tradizione che non muore mai è la povertà e che fa dell´amore un bene prezioso, unico. E dove le lacrime sono esaurite dai tempi di Pol Pot, tanto che non si piange la morte di una bambina per Aids. Posti come Manila, dove un intero popolo vive in una discarica e quando il Monsone porta l´acqua si finisce sommersi: rifiuti tra i rifiuti. Come l´Indonesia, dove un ragazzo figlio di militare muore ucciso dai militari che soffocano la prima rivolta degli studenti contro Suharto. Come la Thailandia, dove si cerca il sogno nella metropoli, un sogno dignitoso come diventare campione di thai boxe, ma proprio per questo ancora più difficile. Quanto tempo rimane vivo un sogno se non si avvera? Un anno? Due? Tutta la vita, forse?
Non è un viaggio per turisti, non sono paesi per vecchi quelli che attraversa David Jiménez, inviato del Mundo in Estremo Oriente che racconta in dieci storie nel libro Figli del monsone. Sono storie che sorprendono: colpisce sempre l´assurdità di un mondo che permette l´esistenza di posti e vite come queste. Storie di padri che mollano la morte certa per fame in campagna per trovare altra fame certa in città. Storie di figli mandati nel mondo senza difese, eredi dei disegni del potere coloniale e delle creature politiche spaventose nate dopo. Abitanti di una terra promessa in cui la felicità è un pasto caldo, un figlio che cresce sano, quattro chiacchiere con i vicini al tramonto: la si può quasi toccare.
Sono storie raccontate da un giornalista che sa quanto sia difficile la battaglia contro il demone del cinismo, che si perde spesso davanti a tanto dolore, ma che altrettanto spesso si recupera grazie al coraggio e alla dignità di uomini e donne che vivono in condizioni di miseria o di malvagità non misurabili per noi occidentali. Dalla Mongolia alla Cina, fino agli arcipelaghi delle Filippine, seguendo l´unico dio che tutti attendono e nessuno sa cosa porterà, il monsone. E a ogni tappa del viaggio, tra tutte le ragioni per essere delusi dall´umanità, ce n´è sempre una per sperare.
Si intitola Figli del monsone (tr.it. F. Pe’, Tropea, 256 pagine, 15,60 euro)

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