Film in Dvd per le feste – Redazionale

images martedì 18 dicembre, 2012
Domenico Astuti
Letto 141 volte

Arrivano le feste, sempre più melense, sempre più insensate, quest’anno anche tristi. Per chi resta e vuole per qualche momento scappare via “ dalla pazza folla “, ecco qualche film che vi consigliamo di vedere o rivedere. Comodamente seduti sul divano, mano nella mano con la bella, e viaggiare con lo sguardo e la mente.

Se volete dimenticare i clichè delle esistenze in festa allora “ Una canzone per Bobby Long “ è proprio quello che ci vuole. Ispirato a un romanzo inedito di Ronald Everett Capps, A Love Song for Bobby Long che ha dato a John Travolta uno dei più bei ruoli della sua carriera: quello che lo farà ricordare per bravura e simpatia. A questo aggiungete l’incredibilmente sexy Scarlett Johansson, che si nota anche con vestiti proletari, e Gabriel Macht : (Lawson Pines) e Deborah Kara Unger (Georgianna), due attori bravi, dolenti, a loro agio. Inseriiteli nei colori forti del profondo sud statunitense che fanno da contrasto alla disperazione dei giorni e delle vite interrotte. Quello che vi racconto può sembrare “ pesante “ invece è raccontato dalla regista Shainee Gabel con tale leggerezza e originalità che vi farà innamorare del film e delle esistenze dei protagonisti.
Purslane Will è una giovanissima donna sbandata e insicura che torna a casa per la morte della madre in Louisiana. Ritorna arrabbiata nei confronti della madre che giudica in modo moralistico solo perchè si è sentita abbandonata e senza avere la possibilità di conoscerla veramente. Al suo arrivo trova a casa due uomini, un ex professore universitario alcolizzato e un suo ex allievo non ancora scrittore: Bobby Long e Lawson Pines. Scopre che condividevano la casa con la madre Lorraine. Questo incontro, inizialmente sgradito, fatta di ostilità e vaffa, darà il via a un difficile rapporto di convivenza che lentamente trova il giusto equilibrio e affetto fino a una scoperta e a un finale prevedibile nelle cose.

Se volete invece abbandonare la pesantezza dei giorni festivi e lasciarvi andare alla leggerezza, allora scegliete “Marie Antoinette” di Sofia Coppola. Un film del 2006 sulla regina della Rivoluzione Francese, ma dove tutto è leggero, giovanile e post moderno. Con uno stile innovativo, fresco, pop. La Coppola racconta la giovane regina originaria dell’Austria e ripercorre la propria gioventù e riflette sull’adolescenza in generale e sui doveri dei giovani costretti a crescere in fretta. La colonna sonora è composta da musica rock, musica fuori contesto che rende il film moderno, lontano del XVIII secolo in cui la storia si svolge. Altri richiami all’oggi sono i dolci, le scarpe e le feste, che hanno un grande spazio all’interno del film.
Dopo lunghe trattative diplomatiche, per suggellare l’alleanza tra la Francia e l’Impero Autro-Ungarico, l’imperatrice Maria Teresa (Marianne Faithfull) offre in sposa la sua ultimogenita Antoinette (Kirsten Dunst) al Delfino di Francia Luigi Augusto (Jason Schwartzman), futuro Luigi XVI. La ragazzina ha solo quattordici anni e deve partire per la Francia lasciando così per sempre la madre e le amiche. Giunta a Shuttern, sul fiume Reno, c’è la “cerimonia di consegna” della sposa, incontra per la prima volta il suo nuovo seguito francese capeggiato dalla contessa de Noailles. La neo-sposa deve dire addio a tutto ciò che appartiene al suo paese natio e diventare completamente francese. Antoinette viene così spogliata completamente dei suoi abiti di origine austriaca e vestita con quelli fabbricati in Francia. Arrivata a Parigi diventa la Delfina Maria Antonietta. Ma il matrimonio non viene consumato. Tutta la corte lo viene a sapere e cominciano subito le chiacchiere malevole su questa giovane coppia di sposi…

Se invece volete rifuggire dal rumore e dalla banalità del quotidiano italiano e tuffarvi nei silenzi stralunati e nella sobrietà dei paesaggi nordici potete vedere “ Nuvole in viaggio “ di Aki Kaurismaki (Finlandia). A Helsinki marito e moglie, lui tramviere, lei capocameriere, perdono il posto di lavoro. Gli capita un po’ di tutto, sono sempre più tristi, ma arriva il lieto fine, come se comparisse il sole dopo una giornata di buio e di pioggia. Tra realismo alla finlandese e il finale ottimista lo sfondo di un ambiente silenzioso e a volte cupo in cui anche le sbronze sono serie e senza spostamenti del piacere. Una commedia piacevolissima e divertente nonostante i temi sociali che sono affrontati negli effetti psicologici più che in quelli economici. La recitazione ‘keatoniana’, quasi brechtiana è rafforzata da una fotografia stilizzata e algida che conferma l’originalità e lo stile narrativo dl uno dei più grandi registi europei orgogliosamente fedele a se stesso.

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