Jean-Claude Carrière, morto lo sceneggiatore premio Oscar di Bella di giorno- di Laura Zangarini

images martedì 9 febbraio, 2021
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Aveva collaborato con alcuni dei più grandi registi del suo tempo, da Buñuel a Peter Brook e Godard. Tra i suoi adattamenti per il cinema «L’insostenibile leggerezza dell’essere», «Il fascino discreto della borghesia», «Diario di una cameriera»

Nato il 17 settembre 1931, Carrière è cresciuto nella cittadina francese di Colombières-sur-Orb, da una famiglia di viticoltori che si sarebbero trasferiti nella periferia operaia di Parigi quando aveva 14 anni. Dopo aver studiato letteratura e storia, a 26 anni pubblica il suo primo romanzo, «Lézard», nel 1957. L’incontro con il grande autore di fumetti francese Jacques Tati, di cui firmerà gli adattamenti di film di successo come «Le vacanze di Monsieur Hulot» (1953) e «Mio zio» (1958), e poi con Pierre Etaix daranno alla sua vita una svolta imprevista. Le sceneggiature di Carrière sono tra le più geniali e originali della storia del cinema. Il suo surrealismo, mai fine a sé stesso, è la chiave per superare il sistema di convenzioni che governa il mondo borghese e osservarne le incongruenze. Spirito distaccato, lucido e sottile, trova in Buñuel il suo partner cinematografico ideale.

La creatività e il talento di Carrière intersecano per tre volte le avventure cinematografiche di Miloš Forman: «Taking Off« (1971), primo film americano del regista ceco, vincitore a Cannes del Grand Prix; «Valmont» (1989), con Colin Firth e Annette Bening, e «L’ultimo inquisitore» (2006), due grosse produzioni in costume, la prima basata sul romanzo epistolare «Le relazioni pericolose» di Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos, l’altra ispirata alla figura di Goya e alla storia della Spagna a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo. Per il regista tedesco Schlöndorff, Carrière scrive l’adattamento del 1979 del romanzo di Günter Grass «Il tamburo di latta», che vince a Cannes la Palma d’Oro (dividendo il premio con «Apocalypse Now») e l’Oscar per il miglior film in lingua straniera, nonché l’adattamento di «Un amore di Swann» (1984) di Marcel Proust (è anche accreditato con altri quattro scrittori nel dramma di guerra «L’inganno», 1981).

Dal 1970 Carrière partecipa al C.I.R.T. (Centre International de Recherches Théâtrales) di Peter Brook, per il quale adatta «Misura per misura» da Shakespeare, «La Cerisaie» (1981) da Čechov e «Il Mahābhārata» dall’antico testo indiano. Nel 2015 gli viene assegnato l’Oscar alla carriera, e nel 2016 il Lifetime Achievement Award, assegnatogli dall’European Film Academy per il complesso della sua opera. In una delle sue ultime interviste, Carrière ha così riassunto la sua professione: «Scrivi per fare un buon lavoro , pensando a chi lo vedrà e sperando che gli piaccia. Nel corso della mia carriera ho incontrato per lo più persone buone e coscienziose che sapevano di parlare a un pubblico su cui avevano una certa influenza. Al giorno d’oggi, la gente pensa solo al successo: sarà un successo o no? In generale, quando lavori per erigere il tuo monumento, finisce per rompersi».

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