La vita di Adele ( Abdellatif Kechiche, 2013 )

imm venerdì 25 ottobre, 2013
Domenico Astuti
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Abbiamo visto “ La vita di Adele “ diretto da Abdellatif Kechiche.

In questi tempi di vacche magre, quasi una quaresima delle idee, giunge nele sale italiane il film di Kechiche; accurato nella confezione, fresco nell’impostazione, con un attenzione alla psicologia delle due protagoniste.   Con grande maestria studia le sfumature, le incomprensioni e i comportamenti del cuore di due giovani donne che si innamorano e instaurano una classico rapporto di coppia con le stesse contraddizioni e le stesse passioni che possono scoppiare in una coppia etero.  Kechiche ha una particolare predilezione per lo scrittore Pierre Carlet de Mariveaux e anche questa volta lo cita sin dalla prima inquadratura.  Infatti il film incomincia in una classe di liceo dove un professore fa leggere agli allievi il romanzo “ La vita di Marianna “ per l’appunto di Mariveaux, in cui oltre l’amore e alle sue conseguenze sviluppa anche il registro della coscienza.  Unico altro gioco intellettuale nel film è l’incontro di Adele con un ragazzo con cui farà l’amore per la prima volta e con il quale non proverà nessun piacere, forse perché lui, nella sua vita, ha letto solo un libro con interesse “ Les liaisons dangereuses “ di Pierre Choderlos de Laclos:  Mariveaux contro de Laclos, l’amore genuino e semplice contro l’amore libertino.

Il film oltre ad avere ottenuto all’unanimità al Festival di Cannes la Palma d’oro ( celebrata con una standing ovation da parte di tutto il pubblico in sala )  ha ricevuto anche il Premio per le due attrici protagoniste ( Adele Exarchopoulos e Léa Seydoux ): come ha dichiarato  il Presidente della giuria Spielberg ,“ … bastava sbagliare il cast per un soffio e il film avrebbe ceduto “.  Potrebbe sembrare questo film una marcia trionfale ed invece quello che è chiamato il “ Metodo Kechiche “ è stato giudicato poco corretto da parte di una delle due attrici e da alcuni della troupe che hanno dichiarato lo sfinimento psicologico delle due attrici e lo sfinimento fisico delle maestranze che hanno lavorato con ritmi molto sostenuti.  Per quello che riguarda soprattutto l’attrice Adele Exarchopoulos si è sicuramente trattato di un metodo ai limite della ferocia ma anche assai efficace per la realizzazione della storia, un confine tra recitazione e vita reale in cui la giovane attrice deve aver trovato delle confusioni personali.

Dicevamo all’inizio che in questi tempi di vacche magre, un film del genere può assorgere a capolavoro.  Ma capolavoro non è, anche se resta un ottimo film.  Perché per noi una qualsiasi storia d’amore ( anche se fosse Anna Karenina ) non può durare oltre le tre ore di film, perché un indugiare ( anche se efficace ) così a lungo su scene di sesso esplicito sembra quasi che rivelino una passione personale del regista più che per un’esigenza naturale drammaturgica; e anche il sesso fatto nelle camere delle rispettive ragazze con i genitori alla porta accanto sembra una provocazione che non arriva al suo obiettivo ‘ sovversivo ‘.

La storia è di una semplicità estrema, una ragazza liceale etero e senza dubbi in testa ( una meravigliosa Adele Exarchopoulos: a soli 19 anni ha già nel suo curriculum la partecipazione al film francese “ Martha “, alla serie tv R.I.S. e al film “ Boxes “ ), dopo un rapporto sessuale con un ragazzo del suo liceo che la lascia del tutto indifferente, camminando per strada vede una ragazza dai capelli dal colore impossibile e dagli atteggiamenti maschili ( interpretata da una brava e algida Lea Seydoux ) ed è sconvolta, la sogna eroticamente di notte e casualmente la incontra qualche giorno dopo in un bar di gay e lesbiche quando accompagna un suo amico di classe omosessuale.  Emma ha un carattere deciso e diretto ma anche protettivo verso la ragazzina ingenua e indecisa; è un’intellettuale e studia alle Belle Arti. Adèle invece vuol fare la maestra, trasmettere un sapere agli uomini e alle donne del futuro, non si intende d’arte e le piace essere una semplice casalinga qualndo non lavora.  Emma invece è creativa e vuole diventare una pittrice, Adèle ha sogni piccolo borghesi.  Il loro amore pur grande e pur negli anni va a scontrarsi con le differenze culturali e gli interessi diversi, e come tutte le coppie lei diventa una ‘ casalinga insoddisfatta ‘ l’altra è troppo presa dalla sua carriera.    Una ‘ classica ‘ storia d’amore che sembra per tutta la vita e che invece si interrompe per insoddisfazione e per tradimenti, una storia tratteggiata con limpidezza e senza piscologismi, in cui la carnalità è il centro dell’amore ed è anche priva di morbosità cosa rara in un mondo, anche creativo, che guarda la vita dal buco della serratura.

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