Le perfezioni provvisorie ( Gianrico Carofiglio, 2010 )

copj170 giovedì 4 novembre, 2010
Domenico Astuti
Letto 91 volte

Abbiamo letto “ Le perfezioni provvisorie “ scritto da Gianrico Carofiglio.
Parafrasando Voltaire ” Dimmi come è la tua letteratura e ti dirò in che Paese vivi “. Potremmo rispondere che in Italia siamo ( in tutti i campi professionali ) al tempo del berlusconismo. Anche quando ci sono le migliori intenzioni antitetiche. Gianrico Carofiglio è un magistrato ( anche quando scrive, come i magistrati ha bisogno di puntualizzare tutto, di dire tutto anche se non necessario e di non lasciare nulla alla fantasia del lettore ) che si diletta a raccontare storie vicine alla realtà e che ha inventato il personaggio dell’avvocato Guido Guerrieri, pugliese come lui, oggi quarantacinquenne, solo e solitario: un antieroe borghese, un po’ noioso e con delle debolezze più da libraio di provincia che non da avvocato di cause non proprio esaltanti che girano spesso su piccoli o medi spacciatori, piccoli politici corrotti, industrialotti ombre di Berlusconi. La provincia, questo suo modo di essere un “ uomo senza qualità “ e frequentatore di personaggi ai bordi della storia ci ricorda il magma del grande Simenon, ma non c’è alcun confronto nello stile, nella psicologia dei personaggi e nei dati sociologici,. E’ come se volessimo paragonare “ L’urlo “ di Munch a un disegno di uno studente dell’Accademia. “ Le perfezioni provvisorie “ è un libro di 330 pagine circa, a pagina 46 finalmente sappiamo di cosa parla il ‘ fatto di cronaca ‘, dobbiamo arrivare a pagina 146 perché l’avvocato parli con le due amiche della ragazza scomparsa, poi c’è una trasferta a Roma che serve solo per convincere Guerrieri ad andare a letto con una ventitreenne che è coinvolta nella storia con tutti e due i piedi ( e che anche un ragazzino che legge i “ Gialli “ Mondadori ha già compreso ): e siamo giunti a pagina 288. Ci siamo domandati a questo punto, non ci sono indizi concreti, come farà a risolvere tutto in quaranta pagine ? Forse evitando di ricordare e pensare al suo passato… passato a volte insignificante ( quando ricorda i tempi dell’università e del concorso in magistratura ) o quando ricorda fatti “ da adulto “ avendo Guerrieri nel 1977 dodici anni circa e non una ventina o quando sbaglia a ricordare le lettere del riflusso amoroso durante la contestazione autonoma del 76/77 citando il Corriere della Sera ( quotidiano della borghesia di destra ) e non Lotta Continua ( quotidiano della sinistra extraparlamentare ). Allora Carofiglio a pagina 303 s’inventa un cane sosia del cane Pino, da questo equivoco pensa a Sherlock Holmes e naturalmente al suo libro più usato da altri scrittori “ il mastino dei Baskerville “, viene a conoscenza che la ragazza scomparsa forse aveva due cellulari e oplà comprende tutto. Ha anche la freddezza di invitare a pranzo fuori Bari la giovane dark lady e in auto – in piena digestione di ricci e buon vino bianco – fa crollare in una ventina di minuti la perfida ragazza. Essendo una storia “ minimalista “ anche lo svelamento è minimale, una storia di banale quotidiano di una provincia addormentata. Questo libro scritto come può scrivere un bravo liceale è arrivato in finale al Premio Campiello; si sa come funzionano i premi, ma speriamo di non dover aver paura di entrare in una libreria nei prossimi mesi.
Vorremmo citarvi un passaggio – tra i vari – che è più esplicativo di mille parole di commento. “… pullulava di possibilità infinite in quel tiepido e inatteso febbraio di Roma, mentre ero in bilico tra il non più della mia vita di ragazzo e il non ancora della mia vita di uomo. Era una striscia sottile, euforizzante e provvisoria. Era bello starci su quella striscia “, oppure quando l’autore vuole svelarci qualcosa di veramente profondo: “ Una cosa che dicono le puttane è che tanti uomini vogliono una donna con cui scopare in pace e parlare in pace. Senza sentirsi giudicati… sulla base della mia esperienza posso dire che è vero “. Carofiglio è pronto per scrivere una serie televisiva semmai su Mediaset, perché il suo pubblico lo attende.
Per curiosità sono andato a cercare pareri sul romanzo ed ecco alcuni commenti “Carino, lettura piacevole e scritto bene… “ “ Carofiglio non mi delude mai! La malinconia di fondo del suo protagonista mi ricorda un pò l’ultimo Montalbano…”
“ Sicuramente ben scritto, mai noioso nonostante le frequenti digressioni e riflessioni del protagonista, che permettono all’autore di “confezionare ” bene un racconto… “ “ Ambientazione raffinata, stile scorrevole e garbato, come sempre, anche la trama è accattivante, ma, forse, sotto sotto un minimo prevedibile ”, “A livello di scrittura “Le perfezioni provvisorie” segna un altro passo avanti per Carofiglio, sempre più padrone del gioco letterario… “
Vi accenniamo la storia… Manuela è una studentessa universitaria, figlia di industriali molto ricchi, è sparita da sei mesi e nessuno sa dove sia; il magistrato sta per archiviare le indagini. Si sa solo che ha trascorso con gli amici un fine settimana ad Alberobello e dopo aver comprato un biglietto del treno forse per rientrare a Roma, dove frequenta l’università, è sparita. Il caso è stato trattato inutilmente anche a Chi l’ha visto ? I genitori della ragazza si recano da Guerrieri e lo pregano di prendersi carico della vicenda, trovando nuovi elementi e impedendo che la sparizione inspiegabile di loro figlia diventi uno dei tanti casi dimenticati. Dopo qualche tentennamento, ma l’assegno ricevuto è veramente notevole, e un po’ alla volta, inizia a incuriosirsi al caso e a vedere delle inconcludenze nelle testimonianze e nello svolgere dei fatti…

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