L’effetto acquatico – Un colpo di fulmine a prima svista ( Sòlveig Anspach, 2016 – Francia/Islanda )

imm domenica 11 settembre, 2016
Domenico Astuti
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Abbiamo visto “ L’effetto acquatico – Un colpo di fulmine a prima svista “ regia di Sòlveig Anspach

Con Samir Guesmi, Florence Loiret-Caille, Philippe Rebbot, Michaël Bensoussan, Stéphane Soo-Mongo. Titolo originale L’effet aquatique. Commedia sentimentale, durata 85 min. – Francia, Islanda  2016 – Cinema uscita martedì 30 agosto 206.

Vogliamo ricordare la regista Sòlveig Anspach purtroppo morta già da più di un anno e prima di poter terminare il suo ultimo film; un triste destino che ricorda quello dei nostri compianti Claudio Caligari e Carlo Mazzacurati. Nata nel 1960, da padre americano e madre islandese, ha vissuto quasi da subito in Francia; è stata una brava documentarista per circa vent’anni per poi realizzare il suo primo film nel 1999 ( hault les coeurs ! ). L’effetto acquatico è il suo quinto film, una storia che unisce i suoi due mondi d’elezione la Francia e l’Islanda che tornano spesso nei suoi film, come la periferia parigina di Montreuil. Probabilmente lo stato di salute della regista ha condizionato la resa del film, le intenzioni sono quelle di realizzare una storia romantica, delicata, divertente, un po’ tra le nuvole, supportata dall’idea dell’acqua, prima di una piscina francese e poi dai ghiacciai e dalla neve dell’Islanda; invece, nonostante la gentilezza del tocco, l’originalità dei luoghi, la delicatezza del tono, la resa è quella di un film un po’ lento, con dei passaggi narrativi stralunati e con una comicità che risulta un po’ goffa se non già vista, e con un’ironia affettuosa ma un po’ dilatata. Un plot che sarebbe potuto essere alla Kaurismaki.

La storia è quella di due solitari quarantenni, forse un po’ disadattati. Agathe è una donnina un po’ aggressiva e bisognosa d’affetto che lavora come istruttrice in una piscina comunale, Samir lavora ‘ tra le nuvole ‘ come gruista. Si sfiorano in un locale triste un po’ come loro, lei manda a quel paese un uomo che prova a rimorchiarla e lui assiste divertito alla scena, e forse da subito si innamora di lei. Allora si compra un costume dal colore impossibile e con una palma su un lato, e pur sapendo nuotare, si iscrive alla piscina e al corso della donna istruttrice, per avvicinarla.   Tra prove di nuoto fuori dalla piscina, tentativi di galleggiamento e qualche bracciata, le cose tra i due sembrano mettersi bene; una sera lui resta chiuso in un camerino e mentre si aggira per la piscina senza sapere cosa fare trova lei che se ne resta lì per trovare un po’ di pace. Sembra possa scoccare l’amore anche in lei mentre sono sdraiati su un trampolino. Ma un imprevisto porta lui a tuffarsi nella piscina e lei così scopre la bugia dell’uomo. Agathe non sopporta le bugie degli uomini e scompare dalla vita di Samir che viene a sapere che lei è partita per una settimana per l’Islanda come rappresentante francese di istruttori di piscine. Samir innamorato, preoccupato che qualche nordico possa trattenerla, la raggiunge al ‘ Polo Nord ‘ e qui inizia un altro tipo di film, tra infiniti spazi, sorgenti d’acqua calda e personaggi che si possono trovare solo in luoghi solitari e semplici come l’Islanda. Poi un’amnesia di lui farà il resto per un lieto fine naturale.

Un film gentile, in alcuni momenti piacevole, ma irrisolto nella narrazione. Il cinema della Anspach tende al lieve, a restare a fior d’acqua senza provare ad andare al fondo dei caratteri e della storie, mentre i sentimenti sembrano quelli di adolescenti bisognosi ma sempre pronti a sbagliare.

 

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