Run all Night – una notte per sopravvivere ( Jaume-Collet Serra, 2014 )

imm martedì 28 aprile, 2015
Domenico Astuti
Letto 50 volte

Abbiamo visto “ Run all Night – una notte per sopravvivere “ regia di Jaume-Collet Serra.

Collet Serra è diventato un buon regista di film action, differerisce in meglio dai suoi colleghi di b-movie, perché in questo film non ci sono solo effetti speciali e ammazzamenti a go-go, ma cerca, in parte riuscendoci, di imbastire una trama in cui non sono solo dichiarati i temi cardini della storia ma c’è qualche tentativo di approfondimento, come un non-rapporto tra padre e figlio, un rapporto tra due amici criminali il primo diventato un boss della città e l’altro ex killer implacabile che si trascina tra deliri alcolici e sensi di colpa verso chi è stato costretto ad ammazzare quando era giovane, un parallelo tra i due attraverso i loro due figli assai differenti. Ma questa qualità narrativa forse deriva più dal bravo sceneggiatore Brad Ingelsby ( autore del bel film indipendente The Dynamiter, in cui sono presenti i temi di questo film e in modo più evoluto, come la tragedia dei rapporti padri-figli, i sensi di colpa e la redenzione, i rapporti di amicizia e i relativi tradimenti, fino alle cicatrici che si portano dentro i personaggi ). Tuttavia tornando a Run all Night, se non siamo dalle parti del B-movie con questa regia, non siamo nemmeno dalle parti di Brian De Palma e dei grandi registi hollywoodiani indipendenti. Collet Serra è un regista di provenienza spagnola, ha quarant’anni e forse ci potrà sorprendere nei film successivi, tenendo presente da dove ha iniziato: ricordiamo che il debutto sul grande schermo è con la pellicola di genere horror La maschera di cera (2005) con Paris Hilton, un teen-horror che serviva al lancio nel cinema della ricca ereditiera. Il secondo film è sul mondo del calcio e dirige il sequel di Goal!, Vivere un sogno (2007). Dopo Orphan (2009), dirige un film in cui riunisce un cast notevole ( Liam Neeson, Diane Kruger e Bruno Ganz ), Unknown – Senza Identità (2011). Dopo dirige Non-stop (2014), sempre con Neeson, e oggi giunge nelle nostre sale con Run all Night.

Jimmy Conlon ( un Neeson, ancora una volta macchina da guerra; ma con i tratti irregolari del volto e lo sguardo dimesso, con un fisico fuori taglia e dinoccolato, questa volta credibile nel ruolo di un antieroe che va incontro alla morte ) è un uomo alla deriva, vive da solo, beve in continuazione e si mantiene con gli oboli dei suoi amici di un tempo e del boss della mafia irlandese Shawn Maguire ( un invecchiato Ed Harris ), suo unico vero amico. I due grandi sensi di colpa che lo hanno messo al tappeto sono i tanti uomini che ha ucciso per Shawn, e verso suo figlio Michael che lo detesta e che non lo vuole più vedere ritenendolo causa della morte della madre e della sua infelicità sin da piccolo. Jimmy è stato un killer feroce e precisissimo, al punto che la polizia in passato non è mai riuscita ad arrestarlo nonostante i sospetti. Ma adesso è un vecchio che trascorre le giornate sdraiato in un bar ubriaco ed è ridotto così male che è costretto a vestirsi da babbo natale. Sembra tutto stabilito nella sua vita, ma la vita fa strani scherzi: suo figlio Micheal, che guida le limousine, si trova in mezzo ad una sparatoria tra sui clienti albanesi e il figlio di Shawn Maguire, Danny, criminale e tossicodipendente. Rischia di essere ucciso, si salva e scappa a casa ma solo grazie al padre non viene subito dopo ucciso da Danny. E così inizia una notte da fuggitivi inseguiti dai gangster di Shawn, dalla polizia più o meno corrotta e da un killer a pagamento. E fino all’alba succede di tutto come nei migliori action movie.

Una bella fotografia ( Martin Ruhe ) dallo stile noir, asciutto e sincopato. Una buona colonna sonora e un montaggio funzionale alla storia. Anche il cast è ben scelto e oltre ai due protagonisti bisogna ricordare Vincent D’Onofrio e in un cameo il mitico Nick Nolte ormai quasi irriconoscibile. Una nota a demerito è l’indecisione narrativa in cui si trova il protagonista ( Neeson ), tra il personaggio noir decadente sullo stile dei vecchi film anni Settanta ( se non Quaranta ) e la trasformazione in un improvviso e frenetico killer invincibile sul genere degli ultimi film d’azione stessi di Neeson, tipo Taken 1, 2 e 3.

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