Spigolature di Cinema – Germaine Dulac

images venerdì 25 febbraio, 2011

Letto 73 volte

“Il cinema è un enorme occhio spalancato sulla vita. Un occhio molto più potente del nostro, attraverso il quale è possibile vedere cose che altrimenti non potremmo vedere”
Manifesto del New American Cinema
“Non vogliamo fare film fasulli, leccati, ammiccanti. Li preferiamo scabrosi ma vivi. Non vogliamo film rosei, li vogliamo color sangue.”
Jonas Mekas
“Si devono abbandonare i santuari del cinema ufficiale e scendere nel limbo in cui nascono idee e sogni, in cui si forma il nuovo clima di cui un giorno, con grande sorpresa di tutti, si impregnerà il grande pubblico.”
Ingmar Bergman
“Chiunque faccia cinema dovrebbe avere uno scopo, cioè quello di avvicinarsi il più possibile allo spettatore, di toccarlo il più profondamente possibile”
Charels Laughton
“Quando una volta andavo al cinema, gli spettatori stavano ben seduti ai loro posti e fissavano lo schermo, dritto davanti a loro.
Oggi constato che il più delle volte hanno la testa piegata all’indietro, per poter meglio ingoiare pop corn e dolcetti. Vorrei fare in modo che riacquistassero la posizione verticale.”
Stanley Kubrick
“Non imparai assolutamente nulla a scuola. Ho imparato molto di più vedendo film che leggendo pesanti tomi sull’estetica del cinema. La migliore educazione a fare film è farne uno”.
John Huston
“Quando cominciai il mio primo film, Il mistero del Falco, disegnai ogni inquadratura. Ma non mostrai a nessuno i disegni. Volevo essere sicuro di non cincischiare, di non perdermi negli aspetti tecnici del film, non essendo ancora padrone della mia cinepresa”.
W.Wenders
“Per me non c’è altro linguaggio filmico di quello… ma non sono nemmeno tanto sicuro che si possa chiamarlo americano, ma se non altro è stato inventato in America.
Luis Bunuel
“Per essere felice mi basta un bosco di querce”.
Michelangelo Antonioni
“La maggior parte dei registi mente, ne sono profondamente convinto… E’ cosi’ facile servirsi del cinema che pochissimi, oggi, arrivano a dimenticare l’efficacia del mezzo che hanno tra le mani”.
“Personalmente sono molto restio a mettere musica nei film, proprio perché sento il bisogno d’essere asciutto, di dire le cose il meno possibile, di usare i mezzi più semplici e il minor numero di mezzi”.
Robert Altman
“Ammettendo che io sia un satirico, è del pubblico che faccio la satira, di ciò che si attende da un film e del suo bisogno di leggervi un messaggio”.
Orson Welles
“Quel che è meraviglioso del cinema, che lo rende di gran lunga superiore al teatro, è che possiede tanti elementi che possono sovrastarci ma anche arricchirci, offrirci una strada che non troviamo altrove. Il cinema deve essere sempre la scoperta di qualcosa.
Io credo che il cinema dovrebbe essere essenzialmente poetico, ed è per questo che nel corso delle riprese, e non nella fase di preparazione, io cerco di immettermi in un processo poetico che differisce dal processo narrativo o dal processo drammatico. Ma in realtà sono un uomo di idee; sì, prima di ogni altra cosa; sono un uomo di idee più che un moralista, suppongo”.
“I film altrui sono pieni di cose belle che dovrebbero essere reinventate daccapo. E daccapo e daccapo. Le cose belle andrebbero trovate nel prezioso stato d’animo della prima volta, e le immagini scoperte, non citate. Tutto è già stato fatto, dici? No, non è questo il problema. Il guaio è che tutto è stato visto. I registi vedono troppi film. Sicuro, tutto è già stato fatto, ma è più sano non saperlo. Diavolo, era già stato fatto tutto quando ho cominciato io…”.
Ettore Scola
“La storia in quanto tale non mi interessa. Kubrick, ad esempio, fa Spartacus ambientato nell’antica Roma e 2001: Odissea nello spazio ambientato nel duemila. Si tratta di collocazioni che poco interessano. Cio’ che interessa e’, soprattutto, la contemporaneita’ della storia: l’uomo e’ contemporaneo a se stesso. I fatti cambiano, cambiano i vestiti, le epoche, ma quello che conta e’ la storia dell’uomo, di come reagisce nei confronti dei fatti che gli cavalcano sulla testa, che accadono sopra di lui”.
Frank Capra
“Gli attori sono abituati ad imparare a memoria: si mettono davanti allo specchio e recitano. Subito si creano un personaggio, se lo ritagliano addosso, e diventa difficile cambiare quel modello; provano, e diventano quel tipo di personaggio. Bisogna demolirlo. E’ meglio non avere nessun copione, e non dire niente fino al giorno delle riprese. Solo allora gli attori leggono le battute, insieme ad alta voce, si discute, gli spiego cosa significa quella scena. E alla fine diventano persone vere, non attori”.
Jean-Luc Godard
“Il carrello è una questione morale”.
Francois Truffaut
“I film sono come diligenze nel far west: all’inizio uno spera di fare un bel viaggio, poi comincia a domandarsi se arriverà a destinazione”.
Jean-Luc Godard
“Tutte le immagini da inquadrare nascono uguali e libere: i film non sono che la storia della loro oppressione” Oh, Catilina, fino a quando abuserai della nostra pazienza. Catilina ?

“Il cinema è un enorme occhio spalancato sulla vita. Un occhio molto più potente del nostro, attraverso il quale è possibile vedere cose che altrimenti non potremmo vedere”
Manifesto del New American Cinema
“Non vogliamo fare film fasulli, leccati, ammiccanti. Li preferiamo scabrosi ma vivi. Non vogliamo film rosei, li vogliamo color sangue.”
Jonas Mekas
“Si devono abbandonare i santuari del cinema ufficiale e scendere nel limbo in cui nascono idee e sogni, in cui si forma il nuovo clima di cui un giorno, con grande sorpresa di tutti, si impregnerà il grande pubblico.”
Ingmar Bergman
“Chiunque faccia cinema dovrebbe avere uno scopo, cioè quello di avvicinarsi il più possibile allo spettatore, di toccarlo il più profondamente possibile”
Charels Laughton
“Quando una volta andavo al cinema, gli spettatori stavano ben seduti ai loro posti e fissavano lo schermo, dritto davanti a loro.
Oggi constato che il più delle volte hanno la testa piegata all’indietro, per poter meglio ingoiare pop corn e dolcetti. Vorrei fare in modo che riacquistassero la posizione verticale.”
Stanley Kubrick
“Non imparai assolutamente nulla a scuola. Ho imparato molto di più vedendo film che leggendo pesanti tomi sull’estetica del cinema. La migliore educazione a fare film è farne uno”.
John Huston
“Quando cominciai il mio primo film, Il mistero del Falco, disegnai ogni inquadratura. Ma non mostrai a nessuno i disegni. Volevo essere sicuro di non cincischiare, di non perdermi negli aspetti tecnici del film, non essendo ancora padrone della mia cinepresa”.
W.Wenders
“Per me non c’è altro linguaggio filmico di quello… ma non sono nemmeno tanto sicuro che si possa chiamarlo americano, ma se non altro è stato inventato in America.
Luis Bunuel
“Per essere felice mi basta un bosco di querce”.
Michelangelo Antonioni
“La maggior parte dei registi mente, ne sono profondamente convinto… E’ cosi’ facile servirsi del cinema che pochissimi, oggi, arrivano a dimenticare l’efficacia del mezzo che hanno tra le mani”.
“Personalmente sono molto restio a mettere musica nei film, proprio perché sento il bisogno d’essere asciutto, di dire le cose il meno possibile, di usare i mezzi più semplici e il minor numero di mezzi”.
Robert Altman
“Ammettendo che io sia un satirico, è del pubblico che faccio la satira, di ciò che si attende da un film e del suo bisogno di leggervi un messaggio”.
Orson Welles
“Quel che è meraviglioso del cinema, che lo rende di gran lunga superiore al teatro, è che possiede tanti elementi che possono sovrastarci ma anche arricchirci, offrirci una strada che non troviamo altrove. Il cinema deve essere sempre la scoperta di qualcosa.
Io credo che il cinema dovrebbe essere essenzialmente poetico, ed è per questo che nel corso delle riprese, e non nella fase di preparazione, io cerco di immettermi in un processo poetico che differisce dal processo narrativo o dal processo drammatico. Ma in realtà sono un uomo di idee; sì, prima di ogni altra cosa; sono un uomo di idee più che un moralista, suppongo”.
“I film altrui sono pieni di cose belle che dovrebbero essere reinventate daccapo. E daccapo e daccapo. Le cose belle andrebbero trovate nel prezioso stato d’animo della prima volta, e le immagini scoperte, non citate. Tutto è già stato fatto, dici? No, non è questo il problema. Il guaio è che tutto è stato visto. I registi vedono troppi film. Sicuro, tutto è già stato fatto, ma è più sano non saperlo. Diavolo, era già stato fatto tutto quando ho cominciato io…”.
Ettore Scola
“La storia in quanto tale non mi interessa. Kubrick, ad esempio, fa Spartacus ambientato nell’antica Roma e 2001: Odissea nello spazio ambientato nel duemila. Si tratta di collocazioni che poco interessano. Cio’ che interessa e’, soprattutto, la contemporaneita’ della storia: l’uomo e’ contemporaneo a se stesso. I fatti cambiano, cambiano i vestiti, le epoche, ma quello che conta e’ la storia dell’uomo, di come reagisce nei confronti dei fatti che gli cavalcano sulla testa, che accadono sopra di lui”.
Frank Capra
“Gli attori sono abituati ad imparare a memoria: si mettono davanti allo specchio e recitano. Subito si creano un personaggio, se lo ritagliano addosso, e diventa difficile cambiare quel modello; provano, e diventano quel tipo di personaggio. Bisogna demolirlo. E’ meglio non avere nessun copione, e non dire niente fino al giorno delle riprese. Solo allora gli attori leggono le battute, insieme ad alta voce, si discute, gli spiego cosa significa quella scena. E alla fine diventano persone vere, non attori”.
Jean-Luc Godard
“Il carrello è una questione morale”.
Francois Truffaut
“I film sono come diligenze nel far west: all’inizio uno spera di fare un bel viaggio, poi comincia a domandarsi se arriverà a destinazione”.
Jean-Luc Godard
“Tutte le immagini da inquadrare nascono uguali e libere: i film non sono che la storia della loro oppressione” Oh, Catilina, fino a quando abuserai della nostra pazienza. Catilina ?

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