Train dreams ( Denis Johnson, 2013 ) di Sean O’Hagan, The Guardian

318721243678902a4d49fecdf1ee01d7-120x186 giovedì 2 maggio, 2013

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Esiste una cosa chiamata vita quotidiana? Questa domanda echeggia in Train dreams, romanzo di Denis Johnson che, in poco più di cento pagine di prosa libera e descrittiva, disegna nei dettagli la “vita quotidiana” di Robert Grainier, un operaio impiegato nella costruzione di una delle grandi linee ferroviarie che tagliarono a fettine il Nordamerica negli anni venti. In Grainier, Johnson ha creato un “uomo qualunque” americano: privo di educazione, di ambizioni e raramente incline alla riflessione, la sua vita inesplorata è tuttavia segnata da stupore, estraneità e tragedia. Johnson ambienta la storia di Grainier in un tempo di grandi cambiamenti, quando l’America dei pionieri lascia il posto a quella delle industrie.

All’inizio della storia, il protagonista ha il compito di preparare enormi tronchi di abete per il trasporto oltre le montagne di Washington, dove saranno usati per la costruzione di un gigantesco ponte ferroviario che superi la gola di Robinson. In tutto il libro le foreste e i boschi saranno il suo riparo e la sua fonte di vitalità, ma anche una minaccia per lui e la sua famiglia. Con il passare del tempo, mentre invecchia, aree sempre più grandi di foresta scompaiono a causa della brutale industrializzazione e, in uno dei passaggi più tragici del racconto, dell’improvviso e devastante diffondersi di un incendio. La vita di Grainier è un’ostinata battaglia punteggiata da piccole vittorie, tra cui la più eclatante è la conquista di un cavallo e un carro, in seguito alla morte di un conoscente, Hank Pinkham. La descrizione dell’improvvisa morte di Pinkham dimostra il talento di Johnson per il dramma in sordina, e la sua capacità di evocare, attraverso l’osservazione di gesti minuti, il mondo di Grainier, un mondo in cui la morte è così onnipresente da diventare un aspetto normale e accettato della vita. Johnson forgia un universo delineato dalla violenza episodica e dalla certezza dell’Antico testamento, ma minato da superstizioni e da una certa innocenza infantile che in Grainier sopravvivono anche nell’età adulta. È un romanzo in miniatura che ritrae una vita qualunque, eppure epica, in brani di una straordinaria potenza descrittiva. Un piccolo capolavoro.
Denis Johnson
Train dreams
Mondadori, 115 pagine, 12 euro

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