Truman – un vero amico è per sempre ( Cesc Gay, 2015 )

domenica 24 Aprile, 2016
Domenico Astuti
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Abbiamo visto “ Truman – un vero amico è per sempre “

Un film di Cesc Gay. Con Ricardo Darín, Javier Cámara, Dolores Fonzi, Eduard Fernández, Alex Brendemühl. Commedia, durata 108 min. – Spagna, Argentina 2015. – Satine Film uscita giovedì 21 aprile 2016.

Sono in circolazione nelle nostre sale alcuni piccoli e piacevoli film scritti bene, interpretati da attori in alcuni casi eccellenti, diretti con bravura ma purtroppo senza alcuna intenzione innovativa sia formale che narrativa. Non alludiamo certo al cinema italiano che si aggira tra cellulari e messaggini, film pomposi di serie B e zalonate pazzesche. Alludiamo a film come Les souvenirs di Rouve, La comune di Vinteberg, La corte di Vincent, Legend di Elgeland, Il condominio dei cuori infranti di Banchetrit, tanto per citarne solo alcuni. Tra questi c’è certamente Truman, un film elegante, gentile, leggero e veloce, sul più classico dei temi, la vita senza di me. Sono tutti film che lasciano lo spettatore soddisfatto, ma che non aggiungono proprio nulla al Cinema e forse anche al patrimonio culturale dello spettatore.   Quando terminano, si esce dalla sala silenti o con poche parole da dire che non sono certo fondamentali. Sono tutti film che lasciano un che di insoluto, forse di occasione perduta ma non si sa precisamente perché; probabilmente perché l’analisi dei temi affrontati in questi film sono importanti, necessari e tenuti dalla cultura di oggi, lontani dal nostro sentire, temi come il momento prima della morte, l’abbandono anche sentimentale, l’amicizia che non chiede nulla in cambio, il rapporto nonna-nipote e madre e figli, la violenza vissuta da due gemelli, e nel momento in cui si sceglie di affrontarli bisognerebbe essere più coraggiosi, andare fino i fondo, forse essere un po’ meno godibili e un po’ più ‘ sgradevoli ‘. Forse perché intendiamo ostinatamente il Cinema come arte e non come piacevole intrattenimento.

Truman è un buon film, che non ricade nei trabocchetti del come eravamo, del tempo perduto, delle possibili riconciliazioni con gli errori del passato o peggio ancora buttarla sul pianto del patetico-poetico; la narrazione è tenuta bene in bilico tra dramma esistenziale e commedia, senza manipolarci con quei sentimenti che portano facilmente alle lacrime, e poi la bravura degli attori ( eccellenti sia il divo argentino Ricardo Darin, visto in tanti buoni film latinoamericani, sia Javier Camara, un attore della scuderia di Almodovar ) rende il film onesto, sincero, credibile e privo di sovrastrutture esistenziali e intellettuali. Il regista cinquantenne Cesc Gay ( nessuno dei suoi sei film precedenti è giunto in Italia ) riesce a rendere tutto credibile, autentico e quindi crea una forte empatia nello spettatore.   Realizzando un film di grande successo in Spagna, al punto da ottenere ben 5 premi Goya come miglior film, miglior sceneggiatura, miglior regia e migliori attore protagonista e cooprotagonista.

Tomas e Julian sono stati due grandi amici molto tempo fa, hanno condiviso anche una casa assieme e si son voluti un gran bene nonostante fossero due caratteri assai differenti. Il primo, un uomo riservato, serio, affidabile; il secondo, un bravo attore argentino, poco affidabile che vive spesso ai limiti. Adesso vanno verso i sessant’anni, Tomas vive in Canada, ha una moglie, due figli adolescenti e lavora nella robotica, Julian è rimasto a Madrid, continua a recitare con successo, ma purtroppo ha un tumore in fase terminale che non vuole più curare. Tomas, forse ha qualche dubbio, ma decide di tornare per quattro giorni a Madrid per trascorrerli con Julian… per fortuna entrambi non vogliono recitare un addio, trascorrono i pochi giorni tra ristoranti, passeggiate, locali e ciò che è necessario per una persona che sta per andar via. Quella più importante per Julian è a chi affidare il suo vecchio cane Truman e quindi cercano una nuova famiglia, ma trovano il tempo anche per andare a trovare il figlio ormai ventenne di Julian che vive ad Amsterdam. E naturalmente i quattro giorno volano come per lo spettatore che diventa un po’ un amico immaginario che cammina paralleli a loro.

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