Una libreria – Gabriele Romagnoli

storewindownight_0 lunedì 15 novembre, 2010
Domenico Astuti
Letto 38 volte

Una libreria a New York
Va in libreria, da McNally Jackson a Nolita. Scende al piano di sotto per andare in bagno, portandosi 50 centesimi per la serratura a scatto. Passando nota la donna seduta in un angolo riparato. Avrà quarant’anni, capelli neri, occhiali da lettura che le scendono sul naso, occhi grandi, rossetto. Con la coda dell’occhio nota che la gonna è corta, porta calze di lana a metà coscia e stivali neri. Quando esce la guarda ancora, lei alza lo sguardo e lo incrocia, poi lo riabbassa, per disinteresse o pudore. Lui sale la scala a chiocciola, lei abbassa leggermente la copertina del libro illustrato. Lui si ferma per vedere che cosa sta leggendo. C’è una fotografia a tutta pagina: una donna bionda è carponi, di spalle. Un uomo è nella stessa posizione dietro di lei e si avvicina con la bocca. La pagina non viene girata: lei continua a guardare loro, lui continua a guardare lei che guarda loro. E’ una matrioska di eccitazione. La sezione nel cui angolo lei è rintanata ha la targhetta “Erotica”.
Tu stai immaginando lui che guarda lei che guarda loro. Se lo racconti qualcun altro guarderà te che immagini lui che guarda lei che guarda loro. Al nono passaggio di questo racconto nasce un bambino. O impazziamo tutti. O facciamo la fila da McNally Jackson. Di mercoledì verso le quattro.

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