{"id":10793,"date":"2021-11-28T17:12:42","date_gmt":"2021-11-28T16:12:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/?p=10793"},"modified":"2021-11-28T17:12:42","modified_gmt":"2021-11-28T16:12:42","slug":"e-vedo-in-te-la-vita-il-miracolo-linaspettato-una-lettera-di-octavio-paz-da-pangea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/e-vedo-in-te-la-vita-il-miracolo-linaspettato-una-lettera-di-octavio-paz-da-pangea\/","title":{"rendered":"\u201cE vedo in te la vita, il miracolo, l\u2019inaspettato\u201d.  Una lettera di Octavio Paz &#8211; da Pangea"},"content":{"rendered":"<div class=\"vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1611198786756\">\n<div class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12\">\n<div class=\"vc_column-inner\">\n<div class=\"wpb_wrapper\">\n<div class=\"vcex-post-media wpex-clr wpex-text-center\">Quell\u2019anno, pochi mesi pi\u00f9 tardi, in luglio, avrebbe partecipato al II Congresso Internazionale degli Scrittori per la Difesa della Cultura. Il convoglio \u2018antifascista\u2019, pilotato da Mosca, aveva sede, dopo la puntata parigina di due anni prima, a Valencia, Madrid e Barcellona, per supportare la Repubblica spagnola impegnata contro gli schieramenti di Francisco Franco. <strong>Era il 1937 e per Octavio Paz, che aveva 23 anni, inviato a rappresentare il suo paese, il Messico, in pieno estro comunista, partecipare al congresso era una specie di premio, l\u2019ingresso nell\u2019alta nobilt\u00e0 letteraria:<\/strong> erano l\u00ec riuniti, oltre all\u2019onnipresente Andr\u00e9 Malraux, specie di colonnello delle feste, tra i tanti, Tristan Tzara, Julien Benda, C\u00e9sar Vallejo, Antonio Machado e Rafael Alberti, Mar\u00eda Zambrano e W.H. Auden, Heinrich Mann e, ovviamente, Pablo Neruda. L\u2019Unione Sovietica aveva mandato un plotone di una decina di scrittori, passati in degno oblio. Figlio di un rivoluzionario zapatista, ubriaco di trockijsmo, dagli anni Quaranta, tuttavia, Paz \u201csi allontana dai comunisti ortodossi e conserva legami soltanto con l\u2019opposizione di sinistra\u201d (Franco Mogni). La carriera diplomatica \u2013 che lo porter\u00e0 a lavorare presso l\u2019ambasciata messicana a Parigi, poi in Giappone, infine in India \u2013 la compie sotto governi guidati dal Partido Revolucionario Institucional. <strong>Premio Cervantes nel 1981, Nobel per la letteratura nel 1990, Octavio Paz, poeta per lo pi\u00f9 inclassificabile,<\/strong> dall\u2019opera autarchica, assertiva, tra avanguardia e tremore epico, dai molteplici maestri \u2013 anche per via di una vita di vagabondaggi: svezzato dalla lettura di T.S Eliot e di Rilke, \u00e8 stato amico di Alejo Carpentier, Benjamin P\u00e9ret, William Carlos Williams, Robert Frost \u2013 \u00e8 considerato <em>uno de los m\u00e1s influyentes autores del\u00a0siglo XX\u00a0y uno de los grandes poetas de todos los tiempos<\/em>. Chi ha attraversato la sua opera \u2013 raccolta, ad esempio, per Mondadori, in <em>Vento cardinale e altre poesie<\/em> \u2013 non ne esce indenne, \u00e8 spesso spiazzante. In libri come <em>L\u2019arco e la lira<\/em> (Il melangolo, 1991), il pensiero sul gesto poetico sfibra verso vertigini ancestrali: \u201cL\u2019operazione poetica non \u00e8 diversa dall\u2019esorcismo, dall\u2019incantesimo e da altri procedimenti magici. E l\u2019attitudine del poeta \u00e8 molto simile a quella del mago. Entrambi utilizzano il principio di analogia; entrambi procedono con fini utilitari immediati: non si domandano che cosa sia la lingua o la natura, ma se ne servono per i loro fini\u201d; \u201cL\u2019opera poetica \u00e8 in lotta con se stessa. Per questo \u00e8 viva. E da questa contesa continua\u2026 ha origine anche ci\u00f2 che si \u00e8 chiamato la pericolosit\u00e0 della poesia\u2026 Il poeta \u00e8 un essere a parte, un eterodosso per fatalit\u00e0 congenita: dice sempre un\u2019altra cosa, anche quando dice le stesse cose del resto degli uomini della sua comunit\u00e0\u2026 l\u2019indole stessa del dire poetico provoca il sospetto\u201d. Pur cos\u00ec importante, l\u2019opera di Paz \u00e8 per lo pi\u00f9 scomparsa nel convegno editoriale italiano, che non fa che replicare il noto (i saggi <em>La duplice fiamma. Amore ed erotismo<\/em>, <em>Il labirinto della solitudine<\/em>, lo studio, <em>Apparenza nuda<\/em>, sul lavoro di Marcel Duchamp), abbandonata a una specie di indegna, inspiegabile atrofizzazione. <a href=\"https:\/\/pendulo.com\/libro\/odi-et-amo-las-cartas-a-helena_407230\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Nel mondo spagnolo, piuttosto, come <em>Odi et amo: las cartas a Helena<\/em>, sono rese pubbliche le lettere che Octavio Paz ha scritto all\u2019amata, all\u2019amante, alla moglie, la scrittrice Elena Garro<\/strong><\/a> (soprannominata <em>Helena<\/em> nel carteggio amoroso). Drammaturga di alto talento, narratrice di pregio \u2013 piaceva, tra l\u2019altro, a Borges \u2013 Elena Garro divorzier\u00e0 da Octavio Paz nel 1959. \u201cLe lettere sono la testimonianza della formazione intellettuale del giovane poeta, un febbrile registro della vita sociale e messicana in anni turbolenti, \u2018un\u2019alta confessione del nostro amore\u2019\u201d, recita la quarta. Le prime lettere risalgono al 1935; due anni dopo, al tempo della lettera che qui si pubblica \u2013 <a href=\"https:\/\/letraslibres.com\/revista\/charlatana-helena-helena-mia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">edita in origine su \u201cLetras Libres\u201d<\/a>, \u00e8 tradotta da Diana Mazon \u2013, il poeta convince Elena, appena ventenne, a raggiungerlo durante il Congresso degli scrittori antifascisti. Elena non si lasci\u00f2 concupire dalla cappa politica che aleggiava su quella turbata trib\u00f9 di intellettuali; prefer\u00ec sposare Paz quello stesso anno. Due anni dopo nacque la loro unica figlia. La chiamarono <em>Helena<\/em>, a sancire il codice degli amanti, la serratura che impegna alle segrete dell\u2019amore. Poi, disgregati, si lasciarono. Sono morti, a distanza di qualche mese, nello stesso anno, il 1998.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"vc_row wpb_row vc_row-fluid wpex-lg-w-80 wpex-m-auto vc_custom_1611194295044\">\n<div class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12\">\n<div class=\"vc_column-inner\">\n<div class=\"wpb_wrapper\">\n<div class=\"vcex-post-content vcex-clr\">\n<div class=\"vcex-post-content-c wpex-clr\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>**<\/p>\n<p><em>M\u00e9rida, 10 aprile, 1937<\/em><\/p>\n<p>Cara Helena:<\/p>\n<p>Quando ho messo la data, mi sono ricordato di un verso \u201cHo avuto una ragazza, mi sembra che fosse ad aprile\u201d. Che gioia, che grande gioia. Aprile, tu, la mia ragazza, la mia ragazza ad aprile e a maggio, la mia ragazza a dicembre, la mia ragazza a giugno. <strong>Giugno, hai notato come si dice giugno? Non si dice, si canta, si danza: c\u2019\u00e8 un fiume luminoso in questa parola, una barca gioiosa, e una musica di acque verdi e limpide. <\/strong>Giugno, c\u2019\u00e8 qualcosa di grave e calmo, cos\u00ec sottile. Tutto \u00e8 mosso da un vento, e c\u2019\u00e8 un pianoforte che canta la <em>i<\/em> e la <em>u<\/em> e la <em>o<\/em>, mentre la <em>g<\/em> distilla acqua e la <em>n<\/em> matura qualcosa, frumento, fieno, luce, g\u2026.iiii\u2026.uuuu\u2026.gnooooo. Amore, giugno, Helena, la gioia \u00e8 in queste parole, in queste morbide lettere che mi scampano dalle mani, che mi toccano la bocca, che mi sbocciano da dentro e non le posso trovare. Da dove viene il suo flusso, il suo accento? \u00c8 qui, dentro di me, vive come un uccello e poi se ne va in aria. E dall\u2019aria scende, mi circonda, invisibile. La tua voce, le tue postura, impostora Helena, il tuo camminare silenzioso, il tuo fiume. Helena mia.<\/p>\n<p>Quando \u00e8 arrivata la tua lettera, colomba (ti piace essere una colomba? Preferiresti essere un pesce? Sei, a volte, come un lungo pesce), ero sull\u2019amaca, sdraiato. Senza scarpe, barba lunga e guardavo il soffitto come un babbeo. Vicino a me, nell\u2019altra stanza, Juan de la Cabada (un collega comunista molto buono e simpatico) stava scrivendo una storia, con cose che aveva appena raccolto da Quintana Roo. Una storia magnifica (non so come la sviluppi, ma il materiale \u00e8 ottimo e si pu\u00f2 fare qualcosa di simile a quello che ha fatto Frobenius con la cultura nera) che un giorno ti racconter\u00f2. In modo che tu non capisca nulla, ti dir\u00f2 che si tratta di un <em>m\u00e9h<\/em>, di una brocca dove beve un <em>ayux<\/em> e di altre cose. C\u2019\u00e8 un\u2019altra storia, della lumaca, che \u00e8 una donna per i Maya, e lo scoiattolo, che \u00e8 suo marito. E di come mangiarono una zucca, e di come mor\u00ec lo scoiattolo e l\u2019avvoltoio cant\u00f2 e si ubriac\u00f2 e fu picchiato e impiccato per aver \u201cingannato il popolo\u201d. E l\u2019avvoltoio era un demagogo, che non sapeva cantare e che portava sotto le ali la povera lumaca. <strong>E l\u2019avvoltoio somiglia a molti di quelle parti, a molti di tutto il mondo, che ingannano la gente. E un giorno li impiccheremo, per ubriaconi e bugiardi, e la gente manger\u00e0, senza paura che arrivi il cacciatore, tante belle e grandi zucche.<\/strong> E cose buone oltre la zucca, fagioli e un po\u2019 di mais. Povera gente, affamata, che muore di fame mentre ascolta gli avvoltoi tutto il giorno. Avete tanti avvoltoi, tanti e grossi come aquile, e altri, timidi e intellettuali, che vivono del cadavere di tante cose, dei resti dei banchetti di altri<a href=\"https:\/\/www.pangea.news\/octavio-paz-lettere-amore\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. Sono gli avvoltoi che cantano dopo pranzo, i poveri. Quelli che giustificano i banchetti in cambio di un po\u2019 di mais.<\/p>\n<figure id=\"attachment_88142\" class=\"wp-caption aligncenter\" aria-describedby=\"caption-attachment-88142\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-88142\" src=\"https:\/\/www.pangea.news\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/frases-de-elena-garoo.v1-300x179.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 638px) 100vw, 638px\" srcset=\"https:\/\/www.pangea.news\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/frases-de-elena-garoo.v1-300x179.jpg 300w, https:\/\/www.pangea.news\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/frases-de-elena-garoo.v1-1024x611.jpg 1024w, https:\/\/www.pangea.news\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/frases-de-elena-garoo.v1-768x459.jpg 768w, https:\/\/www.pangea.news\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/frases-de-elena-garoo.v1-1536x917.jpg 1536w, https:\/\/www.pangea.news\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/frases-de-elena-garoo.v1.jpg 1998w\" alt=\"\" width=\"638\" height=\"381\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-88142\" class=\"wp-caption-text\">Elena Garro (1916-1998) ha sposato Octavio Paz nel 1937; hanno divorziato nel 1959. Vent\u2019anni prima nacque la loro unica figlia, Laura Helena<\/figcaption><\/figure>\n<p>Quello che stavo per dirti non era questo. Che ti importa degli avvoltoi? Ero nella mia camera da letto. Un giorno senza infamia e senza gloria. Guardavo il soffitto e un cielo grigio, quasi una prigione. Non ero triste. Pensavo che, in fondo, la vita del prigioniero \u00e8 una cosa buona, senza dover uscire e dire: buongiorno. E tu eri nella stanza. Eri l\u00ec, e dicevi che era proprio bello e che era meglio stare sdraiati sull\u2019amaca, freschi (il caldo \u00e8 cessato, al nord). E dicevi che era una seccatura avere una stanza cos\u00ec piccola e senza letti, e con solo una sedia e dei libri per terra. Che era troppo boh\u00e9mien, poco accogliente, persino scomoda. Ma l\u2019amaca, d\u2019altra parte, era enorme e dai colori molto belli. E poi sei rimasta in silenzio e mi ascoltavi. E ti dicevo come sarei arrivato in Messico, e come avrei fatto per tornare con te o restare l\u00e0, e i conti mi mettevano di cattivo umore, e allora iniziavamo a parlare di sciocchezze e io ti baciavo a lungo, e ti promettevo mille baci e te ne davo un altro ancora. E pensavo che sarebbe stato molto bello se tu fossi nuda, coperta solo dalla sottile rete azzurra e dorata dell\u2019amaca, con i capelli che toccano a terra. Ed ero in quello, nella tua nudit\u00e0, quando mi hai detto che il tuo amico era molto vicino e che solo un sottile muro di legno divideva la stanza. Cos\u00ec ho pensato che avrei dovuto scegliere un altro posto pi\u00f9 comodo a scuola. Ero in quello sgomento quando Cort\u00e9s Tamayo \u00e8 arrivato con le lettere. <strong>Ho letto la tua. Ho cantato dopo e ho pensato che la vita a volte sia molto generosa e che la posta \u00e8 bella come un crepuscolo. E mentre la gioia mi segue, e la fiducia, l\u2019enorme, grandiosa, sproporzionata fiducia che mi ispiri rinasce, e rinasce in me la fiducia nella mia forza, ti scrivo cos\u00ec, senza scarpe, spettinato e con la barba trascurata, con la sicurezza della mia gioia, della mia bruttezza e della mia insolenza.<\/strong> Della mia giovinezza insolente, che ti d\u00e0 baci e mastica gomme e dice sciocchezze. Mi sei arrivata in una lettera quando mi dicevi addio per paura.<\/p>\n<p>Adesso ti rispondo, punto per punto. A M\u00e9rida ci sono i tori. Non ci sono toreri, ma per questo ci sono gli aeroplani, sciocca, e i toreri arrivano sugli aeroplani (ecco che arriva una nave carica di\u2026 toreri! Eccone un\u2019altra carica di\u2026 baci!) e all\u2019interno dei toreri ce ne sono alcuni chiamati Garza e altri chiamati Sol\u00f3rzano<a href=\"https:\/\/www.pangea.news\/octavio-paz-lettere-amore\/#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. E questi ultimi a volte regalano ottimi pomeriggi e si vede un signor \u201cChucho\u201d combattere per le veroniche<a href=\"https:\/\/www.pangea.news\/octavio-paz-lettere-amore\/#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>, e si grida, perch\u00e9 la piazza \u00e8 come dovrebbe essere quella di Cadice o quella di Tetu\u00e1n (o qualcosa del Marocco dove siamo legionari comunisti)<a href=\"https:\/\/www.pangea.news\/octavio-paz-lettere-amore\/#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a> e passa un pomeriggio cos\u00ec buono che pensa di ripeterlo e lo ripete domani se, come me, anche altri hanno comprato i biglietti per lo scontro del secolo, 11 aprile. E un\u2019altra cosa. Il signor Domingo non verr\u00e0 presto, anche se, secondo quanto mi ha detto il Governatore, arriver\u00e0, invece di oggi, domenica prossima. Come far\u00e0 Clemente [L\u00f3pez Trujillo] ad annunciare che domenica ci sar\u00e0 il <em>bis<\/em>? Ma gli incontri vanno avanti e ogni giorno che passa acquisisco una maggiore coscienza di classe. Ci vorr\u00e0 un po\u2019, forse, ma presto potr\u00f2 dire che sono un comunista, cio\u00e8 un uomo al servizio del Partito Universale dei Lavoratori. E poi, con la tua vitale fiducia e la razionalit\u00e0 della mia posizione politica, potr\u00f2 lavorare sodo per i miei, per gli unici, mia amante, che devono essere i nostri, nonostante tutte le delusioni degli avvoltoi e degli scorpioni e degli scarafaggi, per i tuoi, per tutti i lavoratori della terra\u2026<\/p>\n<figure id=\"attachment_88143\" class=\"wp-caption aligncenter\" aria-describedby=\"caption-attachment-88143\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-88143\" src=\"https:\/\/www.pangea.news\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2839021-front-200x300.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 367px) 100vw, 367px\" srcset=\"https:\/\/www.pangea.news\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2839021-front-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.pangea.news\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2839021-front-681x1024.jpg 681w, https:\/\/www.pangea.news\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2839021-front-768x1154.jpg 768w, https:\/\/www.pangea.news\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2839021-front-1022x1536.jpg 1022w, https:\/\/www.pangea.news\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2839021-front.jpg 1331w\" alt=\"\" width=\"367\" height=\"551\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-88143\" class=\"wp-caption-text\">Octavio Paz (1914-1998) ha ottenuto il Nobel per la letteratura nel 1990<\/figcaption><\/figure>\n<p>(Helena, non ti interessa tutto questo, lo so, inoltre non raccontarlo a nessuno. Sii discreta). C\u2019\u00e8 un\u2019altra strada, ci sono molte strade per gli squali, gli scarafaggi e i serpenti. Per l\u2019uomo ce n\u2019\u00e8 una sola. E so gi\u00e0 qual \u00e8. Ho quasi pronta la prima parte di una poesia. Tratta del <em>henequ\u00e9n<\/em><a href=\"https:\/\/www.pangea.news\/octavio-paz-lettere-amore\/#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>. Dell\u2019uomo schiavo del cielo e della terribile terra dello Yucatan. L\u2019<em>henequ\u00e9n<\/em>, che doveva salvarlo dalla fame che ha devastato la cultura Maya (l\u2019archeologia \u00e8 un altro dei miei passatempi, presto ti mander\u00f2 foto e magari un saggio che pubblicheremo in una rivista) e l\u2019era coloniale e l\u2019ha reso schiavo ancora di pi\u00f9. La fame continu\u00f2. E le canaglie che controllano la vita qui (emarginati e venduti, borghesia feroce e spietata di stupratori e traditori, messa a tacere dalla casta degli intellettuali) hanno costruito M\u00e9rida e le ferrovie e tutti i fiori e i pani e i giardini con quel sangue misto. Nella prima parte c\u2019\u00e8 il paesaggio, fisico e morale. La terra, il cielo, l\u2019<em>henequ\u00e9n<\/em>, l\u2019uomo. \u00c8 la parte pi\u00f9 facile. Poi verr\u00e0 l\u2019altro. Una grande poesia, quasi un libro. Inoltre, correggo anche le poesie di giugno, che, come sai, sono cinque. E ho intenzione di rifare gli altri che conosci. E il romanzo. Opera di quattro o cinque anni. Senza fretta. Insomma, qualcosa che potrebbe essere l\u2019opera preludio di <em>Non passeranno<\/em> e <em>La radice<\/em>. Ma pi\u00f9 maturo. Pi\u00f9 equilibrato. Sposato con te, comunista e giovane. Un po\u2019 idiota, ma rinnovato per te. Ti mander\u00f2 una versione provvisoria della poesia. Non mostrarla a nessuno. Dammi il tuo giudizio.<\/p>\n<p>Helena, tutte le raccomandazioni sono finite. C[ort\u00e9s] T[amayo] mi dice di salutarti, e di pregarti, di non dimenticarti degli esuli, e che ci mandi L. de M. [Letras de M\u00e9xico]. Anche Novaro ti saluta e ti manda un abbraccio.<\/p>\n<p>Helena:<\/p>\n<p>Sono le undici. Giornata nuvolosa, con tutte le sembianze di freddo, con tutto il l\u2019apparato del ghiaccio, ma mite, senza dubbio<strong>. Tuttavia, la gente qui deve pensare al freddo. C\u2019\u00e8 solo una leggera foschia, un invisibile tepore dell\u2019alba. Ti scrivo prima del bagno. Stiamo aspettando alcuni amici per andare a nuotare.<\/strong> Voglio continuare la lettera troncata. Ti ho dato tutte le raccomandazioni, quelle fastidiose e immediate, consigli e promemoria. Ma cosa ti ho detto di me, di me, che a volte sono nel vuoto, vivendo solo esteriormente, in ci\u00f2 che accade, infecondo e sterile, senza lasciarmi traccia, qualcosa che mi esalti dentro? <strong>A volte ho l\u2019impressione di non essere vivo, ma di vegetare. E non mi spaventa. E vedo in te, con veemenza, la vita, l\u2019imprevisto, ci\u00f2 che ci scuote all\u2019improvviso. Il miracolo, l\u2019inaspettato. Non sei mai ci\u00f2 che ci si aspetta, amore mio, ma ci\u00f2 che ci assale in mezzo alla strada, quando giriamo l\u2019angolo;<\/strong> sei ci\u00f2 che mi distacca da tante cose, e anche ci\u00f2 che mi lega ad altre cose inaspettate.<\/p>\n<p>Quanto lontano da me la retorica, i pensieri, le frasi, tutto ci\u00f2 con cui cerchiamo di ingannare, sedurre o sottomettere alla realt\u00e0. Sempre in lotta per capire, per incanalare, per tradire. Bene, questo \u00e8 quello che si fa: si tradisce la realt\u00e0, si scende a compromessi con essa. Sempre l\u2019eterna debolezza di accettarla, ma sempre anche l\u2019eterna esigenza, l\u2019eterna vilt\u00e0, di non accettarla cos\u00ec com\u2019\u00e8, ma con condizioni, con restrizioni. E l\u2019inguaribile pretesa di dirigerla. E ci\u00f2 che \u00e8 fuori dalla mia volont\u00e0 o dalla mia ragione, qualcosa che potrebbe essere la mia volont\u00e0 di sconfiggere la realt\u00e0. E, Helen, nonostante tutto devo sconfiggerla. La sconfigger\u00f2, sempre, in qualunque modo e a qualunque costo.<\/p>\n<p>Ieri avrei voluto continuare la lettera ma non ho potuto. Adesso, inoltre, so che quando l\u2019avr\u00f2 finita vorr\u00f2 continuare. \u00c8 terribile non avere qualcuno con cui parlare, e quando vuoi sentire, non hai nessuno da ascoltare. Penso che qualsiasi voce umana mi infastidisca in questo momento. <strong>Vorrei che tu fossi qui, non per parlare o fare nulla. Che stessi in silenzio, toccandomi la testa, accanto a me, senza baciarmi, ma spudoratamente nuda. Ti voglio nuda, lunga, bella, alta Helena. Ti voglio nuda, senza veli, mentre mi tocchi la testa.<\/strong> E calma, anche se con un leggero tremito alle gambe. E che tu non mi parli di niente, se no dell\u2019immediato e del superfluo. \u00c8 possibile questo? S\u00ec, deve esserlo. Devi vivere un giorno, un\u2019ora, non so quanto, sottomessa, in silenzio, docile per me, nuda e lenta. Senza pensare a niente, senza desiderare niente.<\/p>\n<p>Lascia il pensiero e la vita a me. Tu, come una pianta, come il mio respiro, sei accanto a me, cresci da me. Questo \u00e8 quello che voglio da te, quello che desidero. Ma anche tu esisti, hai una coscienza diversa dalla mia. Questo mi rattrista molto, perch\u00e9 hai interessi diversi dai miei, desideri, sogni. Un mondo aperto ai tuoi occhi, un mondo che non \u00e8 mio, e che a volte \u00e8 mio nemico. Il tuo mondo, il mondo che tu ami non \u00e8 il mio, non lo voglio e lo odio, perfino, quando penso che \u00e8 il tuo. Il tuo. Tu puoi possedere qualcosa? S\u00ec, pensi a tante labbra, in tanti cieli, in tanti paesi, in tante gioie che non sono le mie gioie, n\u00e9 le mie labbra, n\u00e9 il mio cielo, n\u00e9 nulla di mio. Ma tu non devi avere niente. Nemmeno un destino. Devi essere nuda, anche della memoria e del desiderio, del tuo destino e del mondo. Devi essere solo la mia pianta, la pianta che io creo, quella che vive solo nelle carezze che mi d\u00e0, nel bacio che mi d\u00e0, nella vita che le do quando lei mi d\u00e0 la sua vita.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una radio che suona spaventosamente forte. E per la strada, una citt\u00e0 morta, c\u2019\u00e8 solo il rumore degli zoccoli dei cavalli sul selciato. Niente di pi\u00f9. E tu sei qui, sempre, Helen, come angoscia, come rabbia e talvolta come disperazione. Ma il tuo ritratto, qualcosa che ti materializza, una lettera, i tuoi capelli, tutto mi riporta a te. <strong>A te, Helen, che sventuratamente esisti senza di me, che vivi senza di me. Non voglio che tu viva se non in me, non voglio che tu sia diversa da me. Che mi stia cos\u00ec attaccata, cos\u00ec legata, da essere me.<\/strong> \u00c8 questo ci\u00f2 che voglio, mio \u200b\u200bdolce amore, buona e cattiva, sempre lontana, sempre fuori di me, sempre, anche quando mi ami, amando il tuo Octavio, non il mio, non quello che voglio tu ami.<\/p>\n<p>Io so cos\u2019\u00e8 l\u2019illusione del possesso assoluto e totale, il possesso che non si raggiunge mai. So anche che se quel possesso fosse raggiunto, l\u2019amore non esisterebbe. Lo so, so che la mia solitudine, l\u2019angoscia di sapere che esisti come altro da me, \u00e8 la condizione del mio amore. Non ti amerei se fossi dentro di me, ma soffro perch\u00e9 tu non esisti cos\u00ec. La sobriet\u00e0 dell\u2019amore, la perfetta comprensione, tutto ci\u00f2 che significa libert\u00e0, \u00e8 qualcosa che non mi appartiene, qualcosa che esiste, ma che rifiuto. In quella lotta io vivo, che \u00e8 la lotta della realt\u00e0, della tua realt\u00e0, contro il mio desiderio. Ed \u00e8 ci\u00f2 che mantiene il mio desiderio, ci\u00f2 che lo esaspera e lo rende esigente.<\/p>\n<p>Amore mio, mia dolce, bionda, cosa stai facendo adesso?<a href=\"https:\/\/www.pangea.news\/octavio-paz-lettere-amore\/#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a><\/p>\n<p>Hai la mia stessa tristezza, la stessa angoscia, la stessa voglia di tacere e di essere accarezzata dolcemente? Hai il desiderio di vivere nell\u2019intimit\u00e0, incurante, senza vincoli, dell\u2019uomo e della donna? Il desiderio di frequentare la mia vita? Probabilmente stai dormendo, malata, o ridendo, felice o pensando ad altre cose. Quasi sicuramente, e non si dovrebbe soffrire per questo, bisogna capire che \u00e8 naturale che accada. Bene, lascia che accada, ma possa io, come sei per me, essere il fondale che circonda tutte le tue azioni e desideri, il colore unico che tinge la tua anima. \u00c8 cos\u00ec facile dimenticare, e soprattutto in Messico! Mi dici che dovrei aiutarti a ricordare, ma io non voglio questo: dimenticami, se puoi farlo, se sono dimenticabile. Non \u00e8 orgoglio, n\u00e9 vanit\u00e0, n\u00e9 risentimento. Tu sei indimenticabile, non devo guardarmi dentro per ricordarti. Quando non penso a te in concreto, sei invisibilmente presente. Assaporo le cose, le assaggio, per poi assaporarle insieme a te. Certo che ho paura, paura di vivere con qualcosa che non c\u2019\u00e8, con un\u2019Helena che al mio ritorno non \u00e8 quella che credevo fosse, un\u2019Helena amareggiata che non mi riconosce; un\u2019Helena che ha nuovi interessi, che continua a cambiare la sua anima.<\/p>\n<p><strong>Ho anche paura che Helena mi aspetti e trovi un Octavio diverso, un Octavio che la deluder\u00e0. Sarebbe terribile. Ma come fermare il tempo, affinch\u00e9 la nostra pelle, la nostra lingua, la nostra anima, non cambi?<\/strong> Tu, l\u00ec, non nutrire i fantasmi, pensa sempre, senza sforzarti di pensare, ovviamente, che Octavio \u00e8 qualcosa di reale, concreto, umano, pieno di cose spiacevoli, di desideri e tante volte di torbidi capricci. Non idealizzarmi, cerco anch\u2019io di non idealizzarti, n\u00e9 disumanizzarti, n\u00e9 demonizzarti, ma di avere di te la vera immagine, quella della mia Helena, che un giorno potr\u00f2 modellare, trasformare in qualcosa di mio, in qualcosa che, non essendo mio, sia abbastanza generoso e saggio da essere mio.<\/p>\n<p>Helena mia, ti parlo forse con amarezza, con voce fastidiosa? Voglio essere cos\u00ec sprezzantemente giovanile, cos\u00ec completamente virile e onesto! \u00c8 orribile dover essere cattivi, dover usare l\u2019inganno! (Dico questo perch\u00e9 mi ha colpito il pensiero che per vivere e avere successo nel mondo era necessario che io fossi un uomo duttile con i miei desideri, un uomo astuto.) Ti voglio qui, notte e giorno, come mia compagna, come la donna che mi esalta. So che \u00e8 possibile, ma so anche che \u00e8 attraverso il mio desiderio e il tuo, non solo attraverso il mio. Ti bacio, ti accarezzo, tremo al tuo fianco, sento il tuo tremare, la tua timidezza. Voglio che tu esista solo in ci\u00f2 che mi corrisponde, in ci\u00f2 che mi accarezza, in ci\u00f2 che mi copre di delizia. Delizia, Helena, delizia delle tue labbra, di te, di tutto il tuo corpo e della tua voce. E anche la tua intelligenza, che avr\u00e0 una nuova direzione pi\u00f9 realistica a contatto con la mia. Pi\u00f9 dura, pi\u00f9 ostinata, pi\u00f9 paziente e intrisa di umanit\u00e0. Dura, inflessibile, cos\u00ec dovrebbe essere la nostra anima. Dura e umana, come la carne, che \u00e8 dura e calda, candida, come il tuo seno, come il tuo respiro, come tutto ci\u00f2 che di buono hai. E io lo sapevo, lo sapevo, Helen. Parole, parole, che non hanno altra risposta che quella che possiamo dare nella vita, pi\u00f9 risposta di quella delle nostre labbra unite per sempre.<\/p>\n<p>Tuo, amore mio, incanto mio.<\/p>\n<p><strong><em>Octavio<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>*La traduzione della lettera di Octavio Paz \u00e8 di Diana Mazon <\/em><\/p>\n<p>**<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pangea.news\/octavio-paz-lettere-amore\/#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Fa riferimento ai poeti del gruppo <em>Contempor\u00e1neos<\/em>, gruppo di giovani intellettuali messicani.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pangea.news\/octavio-paz-lettere-amore\/#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> I toreri Lorenzo Garza y J\u00e9sus \u201cChucho\u201d Sol\u00f3rzano il giorno 11 avrebbero avuto un incontro nella Pizza di M\u00e9rida. Paz nutriva grande passione per la corrida e la letteratura sulla corrida.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pangea.news\/octavio-paz-lettere-amore\/#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Nella corrida, la <em>veronica<\/em> \u00e8 un gesto che si realizza tenendo la cappa con entrambe le mani. Costituisce la posizione base della corrida del mantello.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pangea.news\/octavio-paz-lettere-amore\/#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Si ricorder\u00e0 che il nord dell\u2019attuale Marocco era un protettorato spagnolo e che Tetuan era la sua capitale. Fin dall\u2019inizio della guerra civile fu teatro di intensi combattimenti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pangea.news\/octavio-paz-lettere-amore\/#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> <em>Henequ\u00e9n<\/em> \u00e8 una pianta del genere delle agavi originaria dello stato dello Yucatan in Messico. Conosciuta come <em>oro verde<\/em> in epoca preispanica.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pangea.news\/octavio-paz-lettere-amore\/#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Ne <em>La llama doble<\/em> \u00e8 scritto: \u201cla domanda dell\u2019amante geloso, cosa pensi, cosa provi? non ha altro che la risposta del sadomasochismo: tormentare <em>l\u2019altro<\/em> o tormentare noi stessi\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"poiaioppklmapipHoverVideoContainer\" class=\"pipHoverVideoScaleup\" style=\"z-index: 1102; display: none;\"><img decoding=\"async\" id=\"pipHoverVideoIcon\" 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