{"id":6773,"date":"2015-04-21T15:10:15","date_gmt":"2015-04-21T13:10:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/?p=6773"},"modified":"2015-04-21T23:12:53","modified_gmt":"2015-04-21T21:12:53","slug":"i-giovani-secondo-salinger-introduzione-di-giorgio-vasta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/i-giovani-secondo-salinger-introduzione-di-giorgio-vasta\/","title":{"rendered":"I giovani, secondo Salinger  &#8211; introduzione di Giorgio Vasta"},"content":{"rendered":"<div class=\"postarea\">\n<p>Quando leggo Salinger, indipendentemente dalla pagina che sto leggendo, da quelle che di volta in volta sono le peculiarit\u00e0 della scena narrata, dal fatto che si descrivano le vicende di Holden Caulfield, di Seymour, Buddy o Franny Glass, e al di l\u00e0 di trovarsi a New York, in Florida oppure a Hapworth Lake nel Maine, dopo poco mi scopro a visualizzare un\u2019immagine, qualcosa che con scene personaggi luoghi non c\u2019entra nulla, nel senso che non corrisponde alla loro letteralit\u00e0, ma che allo stesso tempo ne \u00e8 una conseguenza, proiezione e sedimento, un nucleo ricorrente che di colpo, leggendo, assume una forma fisica.<\/p>\n<p>Una radura: arbusti che sbucano neri dal suolo, la terra umida; al centro, un mucchio di foglie secche che somiglia a un omino vegetale.<\/p>\n<p>Credo che quanto sto descrivendo sia un fenomeno che appartiene alla fisiologia della lettura: oltre a visualizzare ci\u00f2 che la narrazione poco a poco fa accadere, leggendo si genera un\u2019ulteriore visione trasversale alle visualizzazioni specifiche, una specie di loro denominatore comune, una sostanza affettiva che scaturisce dal narrato e che pu\u00f2 assumere morfologie diverse: nel mio caso, leggendo Salinger, di una radura.<\/p>\n<p>Questa visione, fra l\u2019altro, non \u00e8 statica. Mentre la lettura procede, un uomo \u2013 non so chi, lo vedo di spalle \u2013 penetra nella radura e con un rastrello scuote il mucchio di foglie, le sparpaglia, le dispone ordinatamente a ricoprire lo spazio concentrandosi sui piccoli crateri da cui affiorano gli arbusti, cos\u00ec che neppure un centimetro quadrato di terreno resti nudo.<\/p>\n<p>Appena ha terminato \u2013 e a quel punto \u00e8 terminata anche la lettura \u2013 si ferma, si guarda intorno e poi, sempre dandomi le spalle, va via, e io me ne resto da solo a contemplare la radura, gli arbusti neri, lo strato di foglie che ricopre tutto, il loro moto inerte e sottile, il fruscio leggero che sembra un respiro,<b> <\/b>avvertendo un senso di sgomento e un\u2019incontenibile leggerezza, qualcosa di attivo, di fertile e di febbrile.<\/p>\n<p>Mi sono interrogato su questa visione. Ho riletto <i>Il giovane Holden<\/i> e i <i>Nove racconti<\/i>, ho ricomposto la storia della famiglia Glass attraverso <i>Alzate l\u2019architrave, carpentieri<\/i>, <i>Seymour. Introduzione<\/i> e <i>Franny e Zooey<\/i>, ho recuperato e letto <i>Hapworth 16, 1924<\/i>. Mi sono un po\u2019 chiarito le idee, ma a rendere davvero nitido il nesso tra la scrittura di Salinger e la visione della radura sono stati i tre racconti di <i>I giovani<\/i>.<\/p>\n<p>In ognuno, i personaggi non fanno altro che conversare. Nel primo, quello eponimo, la conversazione ha luogo durante un party, pi\u00f9 esattamente durante il tentativo tragicomico di innescare un flirt tramite uno <i>small talk<\/i> che fa risaltare l\u2019ostinazione disperata di Edna, la sua euforia derelitta mentre cerca di mantenere vivo il contatto con Bobby; in <i>Va\u2019 da Eddie<\/i>, il dialogo coinvolge fratello e sorella nella camera da letto di lei, Helen che galleggia tra bagno specchio spazzola e limetta, Bobby che prova a modificarne l\u2019orbita sollecitandola invano ad andarsi a cercare un posto da ballerina \u2013 il tono secco di lui al quale corrisponde la voce infantile di lei, il <i>bamboleggiare<\/i> come strumento per permanere a tempo indeterminato nella stasi; e infine la conversazione innerva le due scene di <i>Una volta alla settimana non ti ammazzer\u00e0<\/i>, dove Dickie preparandosi a partire per il fronte \u2013 \u00e8 il 1944 \u2013 discute prima con sua moglie Virginia \u2013 chiosatrice di gran vaglia che alterna postille a sbadigli \u2013 e poi con la zia Rena, memoria puntuale e svagata delle origini del nipote \u2013 le scarpe da ginnastica sporche, la collezione di francobolli, il cartello <i>Si prega di non disturbare<\/i> appeso alla porta della camera; ma soprattutto, anche lei, una notevole inclinazione esclamativa.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 per i personaggi di Salinger conversare significa pi\u00f9 di ogni altra cosa accentuare, caricare, ribadire. La lingua, nella sua nuda referenzialit\u00e0, \u00e8 troppo fragile e inadeguata; inoltre l\u2019interlocutore sta sempre per svanire e dunque per trattenerlo (ovvero per riuscire a percepirlo, ovvero per farsi da lui percepire) \u00e8 necessario che le parole si trascendano marcando e alludendo, in una sistematica esondazione del senso (l\u2019\u00abesse est percipi\u00bb berkeleyano \u00e8 per questi personaggi angoscia e movente).<\/p>\n<p>\u00abErano passati tre anni e non aveva ancora smesso di parlargli in corsivo\u00bb, precisa la voce narrante di <i>Una volta alla settimana non ti ammazzer\u00e0<\/i> quando per l\u2019ennesima volta Virginia si rivolge a Dickie sottolineando un termine della battuta. L\u2019enfasi \u2013 una coazione pi\u00f9 che un desiderio governabile \u2013 come parte integrante del legame.<\/p>\n<p>Viene in mente la Winnie di <i>Giorni felici<\/i> e il flusso ilare di parole \u2013 nonch\u00e9 di bamboleggiamenti gestuali che passano per la continua manipolazione di pettine rossetto limetta spazzolino \u2013 a cui Samuel Beckett la condanna. \u00abUn altro giorno divino\u00bb esclama la donna sepolta fino alla vita nel cumulo di sabbia dal quale durante il secondo atto affiorer\u00e0 solo la testa, felice e spensierata, ancora il tempo smisurato di una giornata da riempire di linguaggio. Vale a dire di una corrente linguistica che scaturisce dalla sua bocca articolandosi in fiotti spruzzi e zampilli e che se all\u2019apparenza \u2013 procedendo per scrupoli e raccomandazioni, per appelli e proponimenti \u2013 aderisce a un senso logico, in realt\u00e0 non fa che fingere e fingersi dando suono a qualcosa che \u00e8 soltanto silenzio.<\/p>\n<p>Ma non c\u2019\u00e8 niente da fare, Winnie <i>deve<\/i> parlare, e come lei devono parlare Virginia ed Edna e, in un modo meno linguistico e pi\u00f9 mimico, anche Helen, ognuna procedendo metodicamente a casaccio, la lingua in folle, sempre garrule, querule, mobili, nervose, <i>corsive<\/i>, sempre attente a non smettere mai di dire e di dirsi perch\u00e9 \u2013 ancora Beckett, <i>L\u2019Innominabile<\/i> \u2013 \u00abbisogna dire delle parole, sin che ce ne sono, bisogna dirle, sino a quando esse mi trovino, sino a quando mi dicano, curiosa pena, curiosa colpa, bisogna continuare\u00bb.<\/p>\n<p>Smaltito il rumore di fondo, ci\u00f2 che resiste \u00e8 proprio questa necessit\u00e0 di far scaturire parole dalla bocca, di processare linguaggio, ininterrottamente e tenacemente, ignorando a forza (dove ignorare a forza \u00e8 un modo di sapere) che \u2013 sempre <i>L\u2019Innominabile<\/i> \u2013 le parole-formiche non recano nulla, non portano via nulla, sono \u00abtroppo deboli per creare un solco\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 utile a questo punto domandarsi perch\u00e9 i personaggi di <i>I giovani<\/i> usino il linguaggio a partire da qualcosa, istinto e strategia, che appare la declinazione concreta del principio: \u00abLoquor, ergo sum, ergo percipior\u00bb.<\/p>\n<p>Prendiamo Edna Phillips nel racconto che d\u00e0 il titolo alla raccolta.<\/p>\n<p>Prima di tutto Salinger rende chiara la fenomenologia di un party a cavallo tra anni Trenta e Quaranta elencando protocolli, costumi, tic e una serie di minime inesorabili mistificazioni. Vale la pena confrontare il racconto con la prima scena di <i>Conoscenza carnale<\/i>, il film di Mike Nichols del 1971, quando Sandy, il personaggio interpretato da Art Garfunkel, durante un party di studenti del college tenta un approccio con Susan (Candice Bergen): oggetto della loro conversazione l\u2019inevitabilit\u00e0, in quello come in altri contesti, dell\u2019impostura.<\/p>\n<p>Nel procedere della narrazione Salinger fa di Edna una Penelope che, senza neppure l\u2019ombra di Ulisse, se ne sta nell\u2019Itaca della sua poltrona rossa a guardarsi intorno radiosa, una sigaretta accesa via l\u2019altra a tessere volute di fumo nell\u2019aria, cenere immaginaria a colmarle il grembo. Da l\u00ec a poco, il dialogo lutulento con William varr\u00e0 \u2013 unico malinconico diversivo \u2013 come una piccola pausa dinamica che, se per qualche minuto la conduce fino alla terrazza, la far\u00e0 poi ripiegare, penosamente fallita la liaison, di nuovo verso la poltrona.<\/p>\n<p>Quando Lucille la informa che William, dopo aver pi\u00f9 volte ripetuto che deve tornare a casa, \u00e8 invece andato a sedersi sul pavimento in compagnia della biondina\/biondastra, Edna da un lato rovescia di segno ci\u00f2 che \u00e8 appena accaduto (\u00abUn filino focoso\u00bb \u00e8 la descrizione che fa all\u2019amica del ragazzo, in realt\u00e0 del tutto malmostoso) e dall\u2019altro, prese le scale, si rifugia al piano superiore (\u00abRimase di sopra quasi venti minuti\u00bb \u00e8 l\u2019informazione lapidaria con cui Salinger d\u00e0 conto del tempo che serve al suo personaggio per contenere la mortificazione subita).<\/p>\n<p>Si tratta di due passaggi esemplari, ma quello che davvero ci serve avere chiaro \u00e8 che, per Edna, William smette subito di essere reale e si fa presenza fittizia e strumentale, un semplicissimo <i>chiunque<\/i>, un pubblico generico fatto di qualche borbottio e di un ascolto vischioso e distratto, davanti al quale la ragazza \u2013 dicendo di s\u00e9, autodefinendosi, raccontandosi a ogni costo \u2013 allestisce una sua personalissima simulazione. Perch\u00e9 a Edna Phillips solo questo importa: penetrare nel suo soliloquio-vaniloquio <i>come se<\/i> quanto sta accadendo fosse in realt\u00e0 un dialogo. La conversazione non \u00e8 altro che implorazione, un monologo brioso che fa da involucro allo sconforto, linguaggio \u201cin posa\u201d, e William \u00e8 solo <i>qualcun altro<\/i>, lo sparring partner con cui continuare ad allenare il racconto di s\u00e9 pi\u00f9 acrobatico, l\u2019umano fantasma al quale ci rivolgiamo reclutandolo come nostro prossimo, colui che ci \u00e8 vicino e <i>sa<\/i> di noi (\u00abMi conosci\u00bb dice Edna, confidenziale e invereconda, pochi minuti dopo avere incontrato il ragazzo).<\/p>\n<p>In un saggio del 1998, <i>La conversazione. Di come i discorsi possano cambiarci la vita<\/i>, Theodore Zeldin ragiona sullo scambio discorsivo come strumento di metamorfosi concrete. Quando una comunit\u00e0 condivide un\u2019abilit\u00e0 dialettica che sia feconda e adeguata alla sua specifica temperie socioculturale, allora quella comunit\u00e0 sar\u00e0 in grado di mutare in meglio. La conversazione, in sostanza, \u00e8 per Zeldin non soltanto una pratica sociale ma una vera e propria avventura della conoscenza, un\u2019occasione sempre disponibile per ridefinire i rapporti umani; e ancora, se a dare struttura alla conversazione sono le retoriche, una loro profonda trasformazione sar\u00e0 funzionale a una critica rivoluzionaria del potere (\u00abI potenti sanno da sempre di essere minacciati dalla conversazione\u00bb).<\/p>\n<p>Se per molti versi il punto di vista di Zeldin appare esageratamente ottimista, torna per\u00f2 utile fare nostra una domanda che lo studioso inglese formula alla fine del suo lavoro: \u00abChe aspetto avrebbe una carta geografica del tuo mondo conversazionale?\u00bb<\/p>\n<p>Che aspetto avrebbe una carta geografica del mondo conversazionale dei personaggi che Salinger mette in scena in <i>I giovani<\/i>?<\/p>\n<p>Probabilmente somiglierebbe a uno spazio interamente liquido costellato di increspature, non una tempesta ma un succedersi di microflutti, minuscoli vortici, risucchi, gorgoglii, piccole creste chiare che si separano e poi si ricongiungono e poi si separano ancora. Vale a dire l\u2019oceano della chiacchiera, lo shakespeariano <i>much ado about nothing<\/i>, quella lingua nebulizzata utile non a far accadere qualcosa ma a <i>non<\/i> <i>far mai accadere nulla<\/i> (perch\u00e9 se nel linguaggio accadesse qualcosa di diverso dalla chiacchiera sarebbe la fine, meglio allora continuare a dire, procrastinare, dissipare, impedire; non accidentalmente, \u00e8 chiaro, ma perch\u00e9 la chiacchiera \u2013 il luogo in cui la lingua \u00e8 gloria e miseria \u2013 \u00e8 manutenzione ordinaria dell\u2019esistente, dispositivo di controllo di tutto ci\u00f2 che c\u2019\u00e8: <i>much ado about <\/i>everything).<\/p>\n<p>La chiacchiera, dunque, come privilegio nonch\u00e9 spada di Damocle che incombe sulla gola di ogni personaggio.<\/p>\n<p>Alla fine delle sue peregrinazioni newyorchesi, dopo avere ascoltato chiacchiere su chiacchiere, proprio Holden Caulfield immagina un trucco per eliminarle in modo definitivo: \u00abHo pensato che potevo fingermi sordomuto. Cos\u00ec mi risparmiavo tutte le chiacchiere stupide e inutili. Se qualcuno voleva dirmi qualcosa, doveva scriverlo su un foglio e piazzarmelo davanti. Dopo un po\u2019 si sarebbero stancati, e io avrei chiuso con le chiacchiere per il resto dei miei giorni\u00bb.<\/p>\n<p>Com\u2019\u00e8 noto, a un certo punto Jerome David Salinger ha deciso di chiudere con le chiacchiere per il resto dei suoi giorni. Non si \u00e8 finto sordomuto: perentoriamente, senza troppe spiegazioni, ha tolto di mezzo tutto ci\u00f2 che era e rischiava di continuare a essere chiacchiera. Se qualcuno ci teneva davvero a dirgli qualcosa, doveva scriverlo su un foglio (e in effetti, come racconta Ian Hamilton nel suo <i>In cerca di Salinger<\/i>, per anni giornalisti e curiosi hanno potuto avvicinarlo soltanto per lettera).<\/p>\n<p>Dalla prospettiva di Cornish nel New Hampshire, dove si trasfer\u00ec nel 1953, poco a poco il rumore di fondo si \u00e8 ridotto fino a scomparire.<\/p>\n<p>Proviamo per\u00f2 a fare un\u2019ipotesi. Immaginiamo che la rarefazione della propria presenza fino alla scomparsa \u2013 ci\u00f2 che in una sintesi giornalistica viene chiamato \u201critiro dalla scena\u201d \u2013 non sia da datare esternamente, in relazione alla vita pubblica, ma si possa misurare in un contesto come la scrittura. Immaginiamo cio\u00e8 che la pagina sia per Salinger, prima e dopo il 1953, un luogo in cui si negoziano i termini di una solitudine. Quella dei propri personaggi, la propria. Lo spazio in cui chi \u00e8 in scena <i>si ritira<\/i> dalla scena.<\/p>\n<p>Per arginare l\u2019impulso alla solitudine \u2013 da intendere in un\u2019accezione per nulla eroico-romantica ma come qualcosa di aspro ed elementare \u2013 i personaggi di Salinger si affidano alla conversazione. Ci\u00f2 che scoprono \u00e8 che l\u2019unica conversazione che possono permettersi, la chiacchiera, invece di collegare, separa (non solo dagli altri ma anche e soprattutto da se stessi); tutt\u2019altro che essere il ponte di corda tramite cui provare a suturare la deriva, \u00e8 semmai sabbiolina, crepitio, una cosa che scricchiola tra i denti.<\/p>\n<p>Edna parla con William, Helen con Bobby, Dickie con Virginia e con zia Rena, cos\u00ec come in <i>Un giorno ideale per i pescibanana<\/i> Muriel parla al telefono con sua madre e in <i>Bella bocca e occhi miei verdi<\/i> Lee, sempre via cavo, parla con Arthur, e ancora Seymour Glass \u2013 l\u2019andatura espressiva equilibratamente groggy \u2013 in quella lettera-racconto-r\u00eaverie familiare che \u00e8 <i>Hapworth 16, 1924<\/i> parla con genitori e fratelli.<\/p>\n<p>I personaggi di Salinger parlano e una parola dopo l\u2019altra il linguaggio si rivela il mezzo di certificazione delle loro inesauribili solitudini (rese ancora pi\u00f9 maestose da quell\u2019istante di silenzio che segue alla proliferazione linguistica, l\u2019ammutolimento improvviso che \u00e8 approdo e abbrivio naturale di ogni verbigerazione).<\/p>\n<p>L\u2019uomo penetra nella radura della pagina, la ricopre di foglie secche e poi va via. Come quell\u2019altro certificatore di solitudini che fu Richard Yates (<i>Eleven Kinds of Loneliness<\/i> \u00e8 un manifesto), illude i suoi personaggi che, non potendo venire estinta, la solitudine possa almeno essere occultata.<\/p>\n<p>Quando \u00e8 certo che la materia scricchiolante di ipotesi desideri ambizioni tentativi volont\u00e0 e velleit\u00e0 che ci circonda abbia riempito ogni spiraglio, l\u2019uomo rientra nella radura e, sempre aiutandosi col rastrello, prende a raccogliere le foglie radunandole al centro. Nel ripulire i piccoli crateri da cui spiccano gli arbusti mette una cura particolare, \u00e8 meticoloso fino alla spietatezza, se anche una sola foglia sfugge ai denti di ferro del rastrello ripete il movimento, intrappola la foglia tra i rebbi, la aggiunge al resto del mucchio.<\/p>\n<p>L\u2019equivoco del legame \u2013 nient\u2019altro che un mito residuale \u2013 \u00e8 risolto. Tutto quello che si era considerato indispensabile non era che brusio. Le solitudini sono state setacciate e rese essenziali: purificate.<\/p>\n<p>Osservando la terra brillare umida, l\u2019uomo immagina quella superficie inabissarsi verticalmente in se stessa per distanze sterminate attraversando concrezioni sbriciolature falde e croste, sostanze organiche in decomposizione, minerali gas idrocarburi, in direzione del nucleo pi\u00f9 interno, il nocciolo irriducibile, ferro e nichel, dove non si sa pi\u00f9 niente.<\/p>\n<p>A quel punto J. D. Salinger si gira, lascia cadere il rastrello e cos\u00ec com\u2019era entrato esce di scena.<\/p>\n<p><em>Pubblichiamo la postfazione di <strong>Giorgio Vasta<\/strong> a <strong><a href=\"http:\/\/www.ilsaggiatore.com\/argomenti\/narrativa\/9788842820758\/i-giovani-tre-racconti\/\">I giovani. Tre racconti<\/a><\/strong> di <strong>J.D. Salinger<\/strong> (il Saggiatore, traduzione di <strong>Delfina Vezzoli<\/strong>).<\/em><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando leggo Salinger, indipendentemente dalla pagina che sto leggendo, da quelle che di volta in volta sono le peculiarit\u00e0 della scena narrata, dal fatto che si descrivano le vicende di Holden Caulfield, di Seymour, Buddy o Franny Glass, e al di l\u00e0 di trovarsi a New York, in Florida oppure a Hapworth Lake nel Maine, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":38,"featured_media":6774,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-6773","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-scie-di-inchiostro"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>I giovani, secondo Salinger - introduzione di Giorgio Vasta | Traffico di Parole di Domenico Astuti<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Traffico di Parole di Domenico Astuti\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/i-giovani-secondo-salinger-introduzione-di-giorgio-vasta\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"I giovani, secondo Salinger - introduzione di Giorgio Vasta | Traffico di Parole di Domenico Astuti\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Traffico di Parole di Domenico Astuti\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/i-giovani-secondo-salinger-introduzione-di-giorgio-vasta\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Traffico di Parole di Domenico Astuti\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/domenico.astuti.1\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2015-04-21T13:10:15+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2015-04-21T21:12:53+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/jd_salinger.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"620\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"349\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Scelto dalla Redazione\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Scelto dalla Redazione\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"12 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.trafficodiparole.com\\\/wordpress\\\/i-giovani-secondo-salinger-introduzione-di-giorgio-vasta\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.trafficodiparole.com\\\/wordpress\\\/i-giovani-secondo-salinger-introduzione-di-giorgio-vasta\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Scelto dalla Redazione\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.trafficodiparole.com\\\/wordpress\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/2fc06368d80b7801f6a2a9d0487604de\"},\"headline\":\"I giovani, secondo Salinger &#8211; introduzione di Giorgio Vasta\",\"datePublished\":\"2015-04-21T13:10:15+00:00\",\"dateModified\":\"2015-04-21T21:12:53+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.trafficodiparole.com\\\/wordpress\\\/i-giovani-secondo-salinger-introduzione-di-giorgio-vasta\\\/\"},\"wordCount\":2484,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.trafficodiparole.com\\\/wordpress\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/5066c65e976fda17996743711f1612a5\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.trafficodiparole.com\\\/wordpress\\\/i-giovani-secondo-salinger-introduzione-di-giorgio-vasta\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.trafficodiparole.com\\\/wordpress\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2015\\\/04\\\/jd_salinger.jpg\",\"articleSection\":[\"Scie d'inchiostro\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.trafficodiparole.com\\\/wordpress\\\/i-giovani-secondo-salinger-introduzione-di-giorgio-vasta\\\/#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.trafficodiparole.com\\\/wordpress\\\/i-giovani-secondo-salinger-introduzione-di-giorgio-vasta\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.trafficodiparole.com\\\/wordpress\\\/i-giovani-secondo-salinger-introduzione-di-giorgio-vasta\\\/\",\"name\":\"I giovani, secondo Salinger - introduzione di Giorgio Vasta | Traffico di Parole di Domenico Astuti\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.trafficodiparole.com\\\/wordpress\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.trafficodiparole.com\\\/wordpress\\\/i-giovani-secondo-salinger-introduzione-di-giorgio-vasta\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.trafficodiparole.com\\\/wordpress\\\/i-giovani-secondo-salinger-introduzione-di-giorgio-vasta\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.trafficodiparole.com\\\/wordpress\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2015\\\/04\\\/jd_salinger.jpg\",\"datePublished\":\"2015-04-21T13:10:15+00:00\",\"dateModified\":\"2015-04-21T21:12:53+00:00\",\"description\":\"Traffico di Parole di Domenico Astuti\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.trafficodiparole.com\\\/wordpress\\\/i-giovani-secondo-salinger-introduzione-di-giorgio-vasta\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.trafficodiparole.com\\\/wordpress\\\/i-giovani-secondo-salinger-introduzione-di-giorgio-vasta\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.trafficodiparole.com\\\/wordpress\\\/i-giovani-secondo-salinger-introduzione-di-giorgio-vasta\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.trafficodiparole.com\\\/wordpress\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2015\\\/04\\\/jd_salinger.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.trafficodiparole.com\\\/wordpress\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2015\\\/04\\\/jd_salinger.jpg\",\"width\":620,\"height\":349},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.trafficodiparole.com\\\/wordpress\\\/i-giovani-secondo-salinger-introduzione-di-giorgio-vasta\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.trafficodiparole.com\\\/wordpress\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"I giovani, secondo Salinger &#8211; introduzione di Giorgio Vasta\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.trafficodiparole.com\\\/wordpress\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.trafficodiparole.com\\\/wordpress\\\/\",\"name\":\"Traffico di Parole di Domenico Astuti\",\"description\":\"\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.trafficodiparole.com\\\/wordpress\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/5066c65e976fda17996743711f1612a5\"},\"alternateName\":\"Traffico di parole di Domenico Astuti\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.trafficodiparole.com\\\/wordpress\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":[\"Person\",\"Organization\"],\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.trafficodiparole.com\\\/wordpress\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/5066c65e976fda17996743711f1612a5\",\"name\":\"Domenico Astuti\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.trafficodiparole.com\\\/wordpress\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2024\\\/03\\\/cropped-Traffico-di-parole.png\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.trafficodiparole.com\\\/wordpress\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2024\\\/03\\\/cropped-Traffico-di-parole.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.trafficodiparole.com\\\/wordpress\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2024\\\/03\\\/cropped-Traffico-di-parole.png\",\"width\":373,\"height\":67,\"caption\":\"Domenico Astuti\"},\"logo\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.trafficodiparole.com\\\/wordpress\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2024\\\/03\\\/cropped-Traffico-di-parole.png\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/domenico.astuti.1\",\"https:\\\/\\\/it.linkedin.com\\\/in\\\/domenico-astuti-315a34a5\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.trafficodiparole.com\\\/wordpress\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/2fc06368d80b7801f6a2a9d0487604de\",\"name\":\"Scelto dalla Redazione\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/9148dc6846c4eb0fd3f2b7b7dffe5d834d4ae614738501a72321a50e20c4c34a?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/9148dc6846c4eb0fd3f2b7b7dffe5d834d4ae614738501a72321a50e20c4c34a?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/9148dc6846c4eb0fd3f2b7b7dffe5d834d4ae614738501a72321a50e20c4c34a?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Scelto dalla Redazione\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/www.trafficodiparole.com\\\/wordpress\\\/author\\\/articolo-scelto-dalla-redazione\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"I giovani, secondo Salinger - introduzione di Giorgio Vasta | Traffico di Parole di Domenico Astuti","description":"Traffico di Parole di Domenico Astuti","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/i-giovani-secondo-salinger-introduzione-di-giorgio-vasta\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"I giovani, secondo Salinger - introduzione di Giorgio Vasta | Traffico di Parole di Domenico Astuti","og_description":"Traffico di Parole di Domenico Astuti","og_url":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/i-giovani-secondo-salinger-introduzione-di-giorgio-vasta\/","og_site_name":"Traffico di Parole di Domenico Astuti","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/domenico.astuti.1","article_published_time":"2015-04-21T13:10:15+00:00","article_modified_time":"2015-04-21T21:12:53+00:00","og_image":[{"width":620,"height":349,"url":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/jd_salinger.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Scelto dalla Redazione","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"Scelto dalla Redazione","Tempo di lettura stimato":"12 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/i-giovani-secondo-salinger-introduzione-di-giorgio-vasta\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/i-giovani-secondo-salinger-introduzione-di-giorgio-vasta\/"},"author":{"name":"Scelto dalla Redazione","@id":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/#\/schema\/person\/2fc06368d80b7801f6a2a9d0487604de"},"headline":"I giovani, secondo Salinger &#8211; introduzione di Giorgio Vasta","datePublished":"2015-04-21T13:10:15+00:00","dateModified":"2015-04-21T21:12:53+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/i-giovani-secondo-salinger-introduzione-di-giorgio-vasta\/"},"wordCount":2484,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/#\/schema\/person\/5066c65e976fda17996743711f1612a5"},"image":{"@id":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/i-giovani-secondo-salinger-introduzione-di-giorgio-vasta\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/jd_salinger.jpg","articleSection":["Scie d'inchiostro"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/i-giovani-secondo-salinger-introduzione-di-giorgio-vasta\/#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/i-giovani-secondo-salinger-introduzione-di-giorgio-vasta\/","url":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/i-giovani-secondo-salinger-introduzione-di-giorgio-vasta\/","name":"I giovani, secondo Salinger - introduzione di Giorgio Vasta | Traffico di Parole di Domenico Astuti","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/i-giovani-secondo-salinger-introduzione-di-giorgio-vasta\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/i-giovani-secondo-salinger-introduzione-di-giorgio-vasta\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/jd_salinger.jpg","datePublished":"2015-04-21T13:10:15+00:00","dateModified":"2015-04-21T21:12:53+00:00","description":"Traffico di Parole di Domenico Astuti","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/i-giovani-secondo-salinger-introduzione-di-giorgio-vasta\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/i-giovani-secondo-salinger-introduzione-di-giorgio-vasta\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/i-giovani-secondo-salinger-introduzione-di-giorgio-vasta\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/jd_salinger.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/jd_salinger.jpg","width":620,"height":349},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/i-giovani-secondo-salinger-introduzione-di-giorgio-vasta\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"I giovani, secondo Salinger &#8211; introduzione di Giorgio Vasta"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/#website","url":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/","name":"Traffico di Parole di Domenico Astuti","description":"","publisher":{"@id":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/#\/schema\/person\/5066c65e976fda17996743711f1612a5"},"alternateName":"Traffico di parole di Domenico Astuti","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":["Person","Organization"],"@id":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/#\/schema\/person\/5066c65e976fda17996743711f1612a5","name":"Domenico Astuti","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/cropped-Traffico-di-parole.png","url":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/cropped-Traffico-di-parole.png","contentUrl":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/cropped-Traffico-di-parole.png","width":373,"height":67,"caption":"Domenico Astuti"},"logo":{"@id":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/cropped-Traffico-di-parole.png"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/domenico.astuti.1","https:\/\/it.linkedin.com\/in\/domenico-astuti-315a34a5"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/#\/schema\/person\/2fc06368d80b7801f6a2a9d0487604de","name":"Scelto dalla Redazione","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/9148dc6846c4eb0fd3f2b7b7dffe5d834d4ae614738501a72321a50e20c4c34a?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/9148dc6846c4eb0fd3f2b7b7dffe5d834d4ae614738501a72321a50e20c4c34a?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/9148dc6846c4eb0fd3f2b7b7dffe5d834d4ae614738501a72321a50e20c4c34a?s=96&d=mm&r=g","caption":"Scelto dalla Redazione"},"url":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/author\/articolo-scelto-dalla-redazione\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6773","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/38"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6773"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6773\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6775,"href":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6773\/revisions\/6775"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6774"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6773"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6773"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.trafficodiparole.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6773"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}