Venezia in realtà non è finita, e in molti ci dicono che alla fine questa edizione è stata un po’ così così, soprattutto se si guarda al concorso. Ma la nostra attenzione e il nostro entusiasmo oggi vanno altrove: quanti sono i siti di cinema che possono vantare utenti così competenti, affiatati, volenterosi, appassionati e sapienti?
Diciamo che questo Festival di Venezia che si sta concludendo è stata per noi una piccola prova generale di ciò a cui puntiamo. Se avete seguito ciò che accade sul sito, di cui questa newsletter può offrire solo la punta dell”iceberg, vi sarete accorti che le recensioni ai film e i “racconti” che da Venezia ci sono giunti hanno permesso a molti di partecipare virtualmente all’evento e di esserne informati. Il nostro scopo è continuare su questa strada: coinvolgere il più possibile chi di voi c’è e ha voglia per produrre un sito che abbia davvero un’anima diversa e che sappia coniugare l’informazione più vitale e indipendente che c’è – quella che potete produrre voi stessi che ci leggete – con un frame di supporto (i nostri dati, la nostra esperienza) sempre più completo, disponibile, usabile.
A Venezia alcuni utenti si sono davvero prodigati e hanno iniziato a fare con incredibile puntualità e precisione professionale quello che fa una redazione vera: insieme al nostro inviato Spaggy ci piace qui ricordare e ringraziare Alan Smithee, Gaiart, e – da casa – Maurri con i suoi ritratti dei protagonisti e il sempre presente OGM. Bravi, bravi, bravi.
Vi ricordiamo che – nell’attesa che il nuovo sito sia pronto – è nel frattempo la nostra pagina su Facebook a dare quotidianamente conto dei contenuti di rilievo più recenti: usatela come indice, veniteci a trovare, siamo (spesso) in ascolto.

Il prossimo appuntamento, naturalmente, è per il Festival di Roma

Intanto qui sotto trovate gli stimoli e i consigli per gli acquisti (e i cestinamenti) dei film che arrivano questa settimana. Tra i quali anche titoli veneziani: il film di Amelio e quello (fuori concorso) di Kim Ki-Duk.

L’intrepido

In attesa del responso di Venezia ’70 (ma si escludono sorprese), l’accoglienza mista avuta dal film di Amelio si riflette nelle recensioni di chi a Venezia c’era. Spaggy assai tiepido, Alan Smithee entusiasta. Attendiamo di vederlo e di vedere, curiosi, dove farete pendere l’ago della bilancia

Moebius

Anche il nuovo film di Kim Ki-Duk era a Venezia, dove l’anno scorso il regista coreano ha vinto, ma questa volta fuori concorso. Il primo responso è assai positivo, ma Kim Ki-Duk, si sa, ha i suoi adepti mentre chi non lo pratica fa davvero fatica a mandarlo giù.

La religiosa

L’adattamento di Guillaume Nicloux del romanzo di Diderot arriva dalla Berlinale, dove era in concorso, e trova, per Giulio Sangiorgio, una beffarda attualità nel suo essere una “rappresentazione degradante dell’istituzione religiosa”. È però per lui un “oggetto sghembo e straniante”, che cangia riferimenti e quasi generi nel corso del suo svolgimento, non convincendolo appieno.
Lo accoglie con più calore OGM che vi legge una battaglia tra il luogo interiore dell’individuo e la violenza cieca delle istituzioni, chiesa o famiglia cha siano.

Il mondo di Arthur Newman

Solo un film (lo vedete qui sotto) batte questa commedia di Dante Ariola quanto a negatività delle recensioni. Avrebbe dovuto essere una prova di attori (Colin Firth e Emily Blunt) e invece è un mezzo flop. Come documentano Ilaria Feole e Miss Brown

Comic Movie

La palma del peggior film della settimana va senza dubbio a questo pastiche collettivo, che dovrebbe essere una sorta di “commedia delle commedie” e che è costruito con “episodi dalla durata più o meno simile con un unico denominatore comune: la gag demenziale ed esilarante portata all’estremo, all’eccesso, persino oltre il politicamente scorretto, fino a sconfinare nel semi-disgusto”. Sono parole di Delv90, che in piena sintonia con Ilaria Feole, non riesce a tributare più di una stella a questo fallimentare esperimento.

Riddick

Il film di David Twohy con Vin Diesel rappresenta il capitolo conclusivo di una trilogia iniziata nel 2000 con Pitch Black. Ce ne parla Claudio Bartolini, che mette in rilievo come l’elemento centrale sia una sorta di ritorno alle origini, compiuto scarnificando il contesto e tornando a prestare attenzione al protagonista. E che conclude notando così “Manca fantasia di intreccio. Manca il mondo attorno al protagonista. Mancano nemici credibili. Ma Riddick e Vin Diesel hanno chiuso il (loro) cerchio, e in fondo può bastare.”

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