Abbiamo visto “ Tre manifesti a Ebbing, Missouri “ regia di Martin McDonagh.

con Frances McDormand, Woody Harrelson, Sam Rockwell, Abbie Cornish. Genere Drammatico – Usa, Gran Bretagna, 2017. Durata 115 minuti. Uscita, giovedì 11 gennaio 2018. Distribuito da 20th Century Fox.

Una donna alla deriva ma dura come l’acciaio, un atto barbaro su una ragazzina che nessuno sembra possa o voglia risolvere, un’America di provincia che più disperata nella sua normalità non può apparire, con persone che hanno smarrito del tutto la strada e tutto ciò di buono che questa nazione aveva nell’anima; tutti si conoscono eppure tutti sembrano ignorarsi, come fossero delle isole nella corrente. Un film semplice nella sua complessità umana, con degli attori che singolarmente valgono il costo del biglietto, con uno script ottimo per coerenza e ritmo ( premio Golden Globe e Premio come migliore sceneggiatura all’ultimo Festival di Venezia ). Insomma il migliore film di questo inizio d’anno, cosciente, lineare e semplice, in cui si mescolano con sapienza realismo, disperazione ma anche qualche tenue spiraglio di ironia e un finale aperto e solidale.

 

Mildred Hayes vive nella provincia profonda del Missouri ( una sempre bravissima Frances McDormand ), è una cinquantenne abbandonata dal marito, vive con un figlio saggio e non si vuol dar pace per la violenta morte di sua figlia Angela, una ragazzina violentata e bruciata già da parecchi mesi. Dando fondo ai risparmi, decide di affittare tre cartelloni pubblicitari per mettere tre manifesti con tre messaggi differenti diretti allo sceriffo della città di Ebbing, Bill Willoughby ( un bravo Woody Harrelson, forse un po’ gigione nei primissimi piani ): vuole solo sollecitare la polizia a continuare a indagare sul delitto e a trovare il colpevole. Ma l’affissione alle porte del paese, provoca la reazioni sia della polizia violenta ( un sempre bravissimo Sam Rockwell ) che dei cittadini che vorrebbero dimenticare ciò che è accaduto. Ma il tentativo di Mildred pur con poche speranze provocherà dei cambiamenti individuali…

Il regista Martin McDonagh ( commediografo, sceneggiatore e regista britannico, con alle spalle due buoni film In Bruges – La coscienza dell’assassino, 2008, 7 Psicopatici, 2012 ), realizza un altro bel film, inserendo in un contesto a dir poco drammatico la commedia nera e la critica ad un sistema sociale asfittico e reazionario, ma sceglie, in vari passaggi, un tono leggero, ritraendo alcuni personaggi con ironia e mettendo in evidenza il lato ‘ idiota ‘ più che l’aberrazione razzista.   McDonagh non cade mai nei rischi di realizzare un film brutale ( grazie anche alla bravura dei poliziotti, Woody Harrelson, Sam Rockwell, Željko Ivanek ), o un film verboso ( grazie alla sapienza della sceneggiatuta ) e soprattutto grazie alla recitazione di Frances McDormand che meriterebbe almeno una candidatura all’Oscar.

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