Morto a Roma a 52 anni. Debutto’ nel teatro off Addio a Victor Cavallo attore coraggioso che anticipò il pulp

00548906 venerdì 14 gennaio, 2000

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Morto a Roma a 52 anni. Debutto’ nel teatro off Addio a Victor Cavallo attore coraggioso che anticipo’ il “pulp” ROMA – L’ attore romano Victor Cavallo (Vittorio Vitolo) e’ morto all’ ospedale San Giovanni di Roma. Aveva 52 anni. Era noto come caratterista di tanti film (“Porzus”) e fiction tv (“La piovra”, “Ultimo”), e come interprete teatrale. I funerali martedi’ alle 11 nella chiesa di Santa Maria in Trastevere. Victor Cavallo era un uomo coraggioso. Non riesco a ricordare la sua prima apparizione. E’ come uscisse dal buio della memoria, o dell’ oblio; ovvero dal buio, o dal fumo, di una delle cento cantine romane. Con ogni probabilita’ , era il Beat 72, il regno di Simone Carella; o 200 metri piu’ in la’ , all’ Alberico, vicino San Pietro: da dove erano sbucati, in quegli stessi anni, Roberto Benigni e Carlo Monni, Lucia Poli e Carlo Verdone. Sbuca dal buio e si staglia con la sua corporatura massiccia, da torello; e con i suoi ricci e la sua faccia da pugile fumantino. Invece era mite e solitario. Si esibiva in teatro nei suoi assolo da romano maledetto ma lo si incontrava, per strada, con il suo bimbo piccolo, nell’ empito di una sfacciata tenerezza paterna. Prima di diventare uno degli attori prediletti di Francesca Archibugi, si era gia’ definito come eroe minore degli anni ‘ 70: minore, d’ accordo, ma eroe, fedele a se stesso fino al sacrificio di altre opportunita’ , impavido e, lo ripeto, coraggioso. Me lo ricordo, ribelle, in un dramma di Grass, “I plebei provano la rivolta”; e me lo ricordo, profetico, in un monologo delirante, in cui faceva la parte del Canaro. Ricordate il canaro? E’ uno che alla Magliana, a Roma, fece a pezzi uno che gli era antipatico. Cavallo lo tramuto’ in un personaggio, con un decennio di anticipo su tutta la letteratura cannibale, o pulp: raccontava i suoi orrori, e non si capiva se scherzava oppure no. Ma del suo ardimento aveva dato la prova anni prima, nell’ estate dell’ 80. A piazza di Siena, a Roma, era in corso il secondo Festival dei poeti. Veniva dopo Castelporziano. L’ eredita’ era pesante, tutto era come prima e nulla piu’ lo era: a cominciare dal pubblico. Il pubblico non era piu’ furioso, come nel ‘ 79: eppure gente del calibro di Villaggio quel pubblico non oso’ affrontarlo. Lo fece lui, Victor: usci’ sul palco e domo’ la belva che ruggiva ai suoi piedi.

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