Gabriele Romagnoli

lunedì 22 Marzo, 2010

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Sera di pioggia a New York. Attraverso Park Avenue. Ho il bavero dell’impermeabile rialzato e un cappello calcato in testa, guardo davanti a me. Sento una voce, mi giro. Ferma al semaforo c’è un’auto bianca, il finestrino è abbassato, una bella ragazza bionda mi fa segni, indica proprio me, gli altri proseguono, io mi avvicino, penso voglia un’informazione stradale.
Quando sono a un metro la ragazza (avrà 24 anni, i capelli raccolti, un maglione rosso) mi porge il braccio e dice: “Tieni il mio biglietto da visita. Quando torni a casa chiamami”. Sorride e risolleva il finestrino. Raggiungo il marciapiede e leggo il biglietto:
PROFESSIONAL MASSEUSE, ANGELA, YOUR PLEASURE
Perplesso, continuo a camminare. Arrivato al bar racconto la cosa a un amico e discutiamo le possibili teorie. Perché ha dato quel biglietto proprio a me?
sembravo il più disperato tra quelli che attraversavano la strada, quello che tornava sicuramente a casa da solo e avrebbe avuto bisogno di un massaggio?
Oppure:
b. dovendo proprio trastullare qualcuno Angela ha pensato di unire l’utile al dilettevole e, tra quelli che incrocia per strada, dà il suo biglietto a chi le piace di più?
Sono cose che fanno pensare, vi assicuro. Poi uno torna a casa, scuote la testa e butta il biglietto. Ma siccome Angela aveva una bella faccia e tu magari una sera a New York ti senti solo, il numero era 484- 894137X. Se ci tieni veramente, risolvi l’incognita. Tutto ha un prezzo, questo è certo.

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