Ci sono dei romanzi che continuano a risuonarti dentro anche molto dopo che li hai chiusi. I disorientati di Amin Maalouf è uno di questi. Adam è il personaggio principale, è esiliato a Parigi da un quarto di secolo quando riceve una chiamata telefonica dal suo paese di origine. È la donna del suo miglior amico d’infanzia che lo chiama: “Il tuo amico sta per morire. Chiede di vederti”. Esita, prende un aereo, e appena messo piede a terra viene a sapere che l’amico è già morto. Finisce per restare sedici giorni nel paese che l’ha visto nascere. Sono questi i giorni che Amin Maalouf racconta.

Nelle cinquecento pagine del romanzo, la parola Libano non è mai pronunciata, né la parola Beirut, perché l’essenziale non risiede lì, ma altrove: è l’universalità dei destini ad avere il sopravvento. I disorientati, titolo superbo, è un progetto di ampio respiro: mira ad abbozzare il ritratto di una generazione di disincantati. Per non lasciar sfuggire i ricordi, Adam tiene un quaderno in cui annota la cronaca del suo ritorno nel paese dove è nato, cerca di ricostruire il suo gruppo che si è disperso nel mondo intero (e dire che si soprannominavano “i bizantini”).

Da alcuni dei suoi amici d’infanzia riceve le osservazioni più amare. Gli altri sembrano dirgli che non si lascia la propria terra, le proprie radici impunemente senza andare incontro a delusioni. Gelosia? Quelli che restano sono invidiosi di chi è partito? Alcuni parlano di abbandono, altri arrivano perfino a tirare in ballo il tradimento, come se partire significasse allearsi con il nemico.

C’è tutto questo nel romanzo, e molto altro. Adam, sia che fallisca sia che (ancora peggio) abbia successo nel suo paese d’adozione, non otterrà mai la considerazione dei suoi. È ormai straniero ovunque, ed è proprio lui a dire: “Chiunque ha il diritto di partire, è il suo paese che deve persuaderlo a restare”. Vorremmo parlare di tutti i suoi amici che hanno storie ugualmente interessanti, ma citiamo solo un personaggio indimenticabile: Semiramis, una donna che ha deciso di restare e che accoglie Adam nel suo albergo. Nonostante il tempo trascorso, è rimasta bella, e libera. Sarebbe bello che fosse vera.
 

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